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Casa, in Italia sette famiglie su dieci sono proprietarie, non è prerogativa dei ceti benestanti

Nel 2022, a fronte di un aumento delle spese causato dall’inflazione, per esempio, dei trasporti del +9,7%, la voce di spesa legata all’abitare è aumentata del +34,4%

di Andrea Carli

3' di lettura

Italiani popolo di proprietari di case. Il 70,8% delle famiglie lo è di quella in cui vive, il 20,5% è in affitto e l’8,7% ha una casa in usufrutto o a titolo gratuito. Il 28% delle famiglie proprietarie possiede altri immobili di proprietà. L’Italia è uno dei paesi avanzati con il più alto numero di proprietari di casa, tanto che la proprietà immobiliare va considerata come un costitutivo della nostra società. È la fotografia scattata dal primo Rapporto Federproprietà-Censis sugli italiani e la casa, presentato oggi, lunedì 12 dicembre, a Roma. Il 5,9% delle famiglie italiane è in una condizione di deprivazione abitativa.

+34,4% di spesa per abitare nel 2022

La corsa dell’inflazione ha colpito le famiglie anche sotto questo aspetto. Il rialzo dei conti legati alla casa coinvolge le famiglie trasversalmente ai contesti sociali e territoriali. La spesa media mensile delle famiglie per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili è decollata, a causa dell’aumento dei costi di energia e materie prime. Nel 2022, a fronte di un aumento delle spese causato dall’inflazione, per esempio, dei trasporti del +9,7%, la voce di spesa legata all’abitare è aumentata del +34,4%. Se si considera solo l’aggregato beni energetici, l’inflazione raggiunge il +50,3%. Inoltre, le spese associate all’abitazione sono un elemento che incide molto sul bilancio economico delle famiglie e dei proprietari di casa: il 76,5% dichiara che tali spese pesano molto o abbastanza sul budget familiare o personale, mentre il 71,7% degli italiani è convinto che le tasse che ruotano intorno alla proprietà della casa siano troppo alte.

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La casa nell’Italia post pandemia

L’indagine racconta come, dopo la traumatica esperienza dell'emergenza sanitaria Covid 19 e delle misure restrittive di confinamento, nell’Italia del post pandemia stanno cambiando i valori e le funzioni della casa. Il valore sociale delle abitazioni non è mai stato così alto, malgrado il valore economico non abbia il vigore del passato. Si può dire che per gli italiani, al di là di dati e percezioni economiche, la casa è sempre la casa, e anzi oggi è molto di più. Il 54,5% vuole aiutare figli o nipoti ad acquistare la prima casa, perché è un modo per dare solidità alla loro condizione di vita.

I giovani la sognano ancora

I giovani tra i 16 e i 29 anni che vivono ancora con i propri genitori sono in Italia, l’85,6%. L’accesso alla proprietà della prima casa è vissuto come una conquista che, però, non si concretizza facilmente in autonomia. Infatti, rileva il report, gli under 35 che riescono ad acquistare la prima casa in una parte rilevante di casi ricorrono al supporto economico di genitori e nonni, dentro quel modello sociale italiano in cui la famiglia opera come un formidabile, e ad oggi insostituibile, ridistributore strutturale.

Un popolo di proprietari

Se questo è il contesto socio-economico e culturale, un pregiudizio da rimuovere - rileva il rapporto - è il preconcetto che l’essere proprietario di casa sia una prerogativa dei ceti benestanti. I dati indicano che nel primo quintile, cioè il 20% di famiglie con minore disponibilità economica, il 55,1% è proprietario della residenza in cui vive, il 65,5% nel secondo quintile, il 72,4% nel terzo quintile, il 77% nel quarto quintile e l'83,9% nel quintile con migliore condizione economica.

FAMIGLIE PROPRIETARIE DELLA CASA IN CUI VIVONO, PER QUINTILI DI REDDITO EQUIVALENTE
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Abitazione valore economico da rilanciare

Il 51,7% dei proprietari di casa è convinto che il valore della propria casa non sia aumentato negli ultimi dieci anni. È una percezione trasversalmente condivisa che, del resto, trova conferma nelle dinamiche reali del mercato poiché, mentre nella Ue i prezzi delle abitazioni tra il 2010 e il 2019 sono cresciuti del +19,4%, in Italia sono diminuiti del -16,6%, con una ripresa più di recente del +4,6% tra il 2019 ed il 2021 e del +5,2% nel secondo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 53,2% dei risparmiatori ritiene che la casa non sia tra le forme migliori di investimento, in grado di garantire preservazione e rivalutazione nel medio lungo periodo dei patrimoni.

IL VALORE ECONOMICO DELLA CASA NELLE OPINIONI DEGLI ITALIANI
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Il controllo dei consumi energetici

La durata crescente della permanenza media in casa ha necessariamente accresciuto la sensibilità delle persone rispetto all’ecosistema in cui vivono, includendo anche le proprie abitazioni, che di per sé gli italiani percepiscono come funzionale alla buona salute. Infatti, l’88,9% degli italiani percepisce come salubre la propria abitazione e l’86% ritiene che la propria casa abbia un effetto positivo sulla propria salute non solo fisica, ma anche mentale. L'84,4% degli italiani dichiara di impegnarsi a rendere la casa più sostenibile con il controllo dei consumi energetici e altre pratiche quotidiane. Il 71,4% degli italiani dichiara infatti che in casa ha infissi che evitano la dispersione di calore.

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