indagine nomisma-fimaa

Casa, metà degli italiani compra ancora in agenzia

di Adriano Lovera


default onloading pic
(Marka)

2' di lettura

Metà degli italiani che comprano casa si rivolge ancora ad un agente immobiliare. E una piccola fetta di chi prova a procedere in autonomia, poi decide di avvalersi dell'intermediazione. Ecco in sintesi il risultato dell'indagine 2019 “Il ruolo dell'agente immobiliare” realizzata da Nomisma per conto di Fimaa-Confcommercio (Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari). Negli ultimi 3 anni, il 48% degli italiani in cerca di un immobile da acquistare si è affidato sin da subito ad un agente, mentre il 47% ha preferito, almeno inizialmente, acquisire informazioni in autonomia tramite siti comparatori o app (23%), passaparola (13%) o dal costruttore nel caso del nuovo (8%). Ma dopo le prime ricerche, il 52% di chi effettivamente procede con l'acquisto conclude la transazione con un agente. Anche per la vendita l'agenzia è il principale interlocutore: il 64% degli italiani si è affidato da subito al mediatore, mentre il 36% ha gestito inizialmente la vendita in autonomia.
Un dato di tenuta, quindi, per la categoria. «Di fronte all'imperversare dei nuovi fenomeni di disintermediazione, con piattaforme online che vorrebbero sostituire gli operatori, l'agente immobiliare rimane la figura centrale dell'intermediazione. L'esperienza dei consumatori, infatti, conferma che nessuna piattaforma potrà mai sostituire la conoscenza, la competenza, la professionalità, l'empatia e la capacità negoziale di un operatore in carne e ossa» ha commentato il presidente di Fimaa, Santino Taverna. Tra i motivi principali che spingono verso l'agenzia, in testa c'è la capacità di selezionare l'offerta in base alla disponibilità monetaria di chi acquista. Nel caso di vendita, invece, la scelta è trainata soprattutto dalla conoscenza di informazioni sulla performance dell'agenzia (indicata dal 29% dei rispondenti).

Ottimo, invece, il dato sul riscontro della preparazione degli agenti. Fra gli acquirenti, 7 su 10 dichiarano che in caso di future necessità tornerebbero a fare riferimento al professionista. Ed emerge anche il ruolo centrale della formazione. Secondo l'85% degli agenti intervistati serve una formazione costante e continua è molto importante e negli ultimi 2/3 anni il 34% ha partecipato a oltre 6 corsi di formazione professionale. Il 53% si dice soddisfatto dei corsi organizzati dalle federazioni di categoria, mentre soltanto il 25% è soddisfatto dei corsi di formazione organizzati da enti accreditati. Il 39% degli intervistati ha visto il risvolto positivo dei corsi di formazione direttamente sui risultati professionali. «Oggi gli operatori richiedono percorsi di studio universitario specifici sul mondo dell'immobiliare. Richiesta a cui Fimaa ha risposto organizzando con alcune università di Roma, Milano e Varese percorsi di laurea, master e seminari dedicati agli agenti» ha aggiunto Taverna.
Appare sempre più necessario, poi, puntare sulle collaborazioni. Per offrire maggiori servizi ai clienti, secondo il 52% degli operatori del real estate intervistati l'agente potrebbe essere affiancato da una rete di collaboratori specializzati, come home stager e mediatori creditizi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...