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Immobiliare, prove tecniche di ripartenza (con tante incognite)

La ricerca di abitazioni diventa acquisto se c’è la capacità di spesa. Servono capitali esteri per superare la crisi

di Paola Dezza

Edilizia, in arrivo il superbonus del 110% per lavori in casa

La ricerca di abitazioni diventa acquisto se c’è la capacità di spesa. Servono capitali esteri per superare la crisi


3' di lettura

L’acquisto di una casa più grande, magari con terrazzo, l’investimento a reddito in un bilocale, l’appartamento per il figlio che va a vivere da solo. Sono tutte scelte rinviate? Dalla riapertura delle agenzie immobiliari il 4 maggio scorso si è aperto uno spiraglio in un mercato immobiliare che ha subìto gli oltre due mesi di stop imposti dal governo contro il Covid -19. In poche settimane si capirà se il mattone sarà il motore della ripresa post lockdown.

Molti esperti temono un calo delle compravendite nell’ordine del 10-20% sulle 603mila dello scorso anno. Il recupero è legato a doppio filo alla situazione economica. Molto dipende dal decreto Rilancio e da come verranno impiegati i 55 miliardi stanziati. Perché sarà la capacità reddituale di famiglie messe a dura prova dalla chiusura di tante attività a fare ripartire gli acquisti e un settore che solo nel residenziale nel 2019 ha registrato volumi pari a 96 miliardi di euro (la stima di Scenari Immobiliari è di 83 miliardi nel 2020, ma di nuovo 100 nel 2021).

Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, ritiene che per fare ripartire l’immobiliare - che è stato fermo due mesi -, bisogna dare incentivi a coloro che hanno capitali ingenti come fondi e grandi investitori da impiegare nella trasformazione urbanistica e nel residenziale destinato alla locazione. Ottimi i bonus per le famiglie, ma la ripartenza dipende dai privati. Bisogna mettere in moto subito i grandi capitali. «In tutte le task force fatte dal governo non c’è nessuno che capisca di immobiliare» dice Breglia.

LE QUOTAZIONI IN CITTÀ
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«Il rischio che corre l’Italia è legato alla recessione - spiega Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it -. Ma non tutti rinunciano a comprare casa. Le coppie giovani continuano ad avere necessità di finalizzare l’acquisto, magari cambiano idea i genitori che volevano acquistare per i figli». Molti esperti sono però concordi nel ritenere che lo scenario sarà meno negativo di quanto previsto in un primo momento. Sarà il 2020 l’anno più colpito poi il mercato riprenderà.

IL TREND DEI TASSI DI INTERESSE
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Da un sondaggio di Casa.it emerge che dopo lo shock iniziale le ricerche sono aumentate. «E sono triplicate quelle che hanno come filtro parole come terrazzo, balcone, luminosità» dice Luca Rossetto, ad di Casa.it, che peraltro registra anche più richieste in zone limitrofe alle città. La domanda quindi sta cambiando perché dopo due mesi di clausura abbiamo capito i limiti delle nostre abitazioni.

LA DOMANDA DI MUTUO PER FINALITÀ
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«La pandemia è arrivata in un momento in cui il mercato era in ripresa, con città dinamiche e prezzi e compravendite in rialzo, soprattutto nelle metropoli - dice Fabiana Megliola di Tecnocasa -. Quanto accaduto ha messo nuovamente al centro la casa e lo dimostrano ecobonus e sismabonus che mirano alla creazione di case più efficienti e sicure. I prezzi in Italia sono sempre stati rigidi sia al rialzo, sia al ribasso, difficile prevederne il trend. È aumentata la domanda di abitazioni con terrazzo o spazio esterno e dato che l’offerta di questa tipologia è scarsa le quotazioni potrebbero anche salire».

È probabile, quindi, che i prezzi si muovano in due direzioni: al rialzo quelli delle case di qualità e invece al ribasso, contenuto, quelli delle tipologie di bassa qualità. Ci sarà margine di trattativa se i proprietari hanno necessità e urgenza di vendere. Sarà comunque settembre il mese in cui si vedrà la ripresa del mercato, qualora ce ne siano le basi. «Nel 2020 prevediamo una contrazione dei volumi, fisiologica - dice Megliola -. Solo da settembre forse si potrà avere un quadro più chiaro, considerando anche gli impatti sull’occupazione e capendo meglio come si muoveranno gli istituti di credito in termini di erogazione».

E Milano, che ha trainato la ripresa del mattone finora? Le stime di Tecnocasa rimangono positive sui prezzi ma in calo da inizio anno (la previsione 2020 per il semicentro era +9% ed è stata rivista a +7%). «Da una ricerca appena fatta su 500 nominativi di potenziali clienti, l’80% resta interessato all’acquisto - dice Enzo Albanese di Sigest -. Nel 2020 a Milano vedremo comunque calare del 30% le transazioni, torneremo quindi al mercato del 2015 e da lì dovremo ripartire».

Riproduzione riservata ©
  • Paola Dezzavice caposervizio

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

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