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A Homi la casa si risveglia con colori vivaci (aspettando la ripresa)

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la fiera di Milano

A Homi la casa si risveglia con colori vivaci (aspettando la ripresa)

  • –di Giovanna Mancini

Proprio come accade nel mondo dell’economia e dei mercati finanziari, anche le tendenze cromatiche nel design e nell’arredamento hanno andamenti ciclici che permettono di «prevedere, a medio e lungo termine, quali saranno i colori preferiti dai consumatori, così da suggerire alle aziende gli scenari futuri». A spiegarlo è Francesca Valan, color designer che sta realizzando per Homi (il Salone degli stili di vita in programma per la terza edizione a Milano da sabato prossimo al 20 gennaio) uno studio sui cambiamenti in atto nel mondo della casa sul fronte della tavolozza cromatica e che proprio all’interno della fiera milanese (ex Macef) terrà martedì prossimo un incontro intitolato «Colore a colazione».

Secondo Valan – anche da una prima osservazione dei prodotti che saranno in mostra tra gli stand dei 1.500 espositori di Homi – dobbiamo prepararci a un ritorno, nei prossimi 3-5 anni, dei colori e delle tonalità accese, che mancavano, in modo così deciso, dagli anni 80. Una tendenza che, azzarda la designer, potrebbe rispecchiare una maggiore fiducia, nei consumatori, che la fine della crisi è alle porte. Se non una certezza, quantomeno un desiderio che sembra ora tramutarsi in scommessa.

Le previsioni dei color designer si fondano sull’osservazione statistica dei «cicli del colore», ovvero da quanto tempo un certo colore o tonalità è assente dal mercato, ma anche su fattori qualitativi come il target dei consumatori; la situazione macroeconomica di determinati mercati e delle loro tradizioni e culture; il tipo di oggetto che si intende realizzare. Oggi siamo a un bivio: dopo un decennio di predominanza dei colori naturali e delle tonalità neutre, tenui e opache, questa tavolozza rassicurante – forse necessaria in tempi di crisi e incertezza – sembra destinata al tramonto, sostituita da un ritorno del cromatismo, ma anche dall’affermazione dei metalli (in particolare l’oro e in particolare in mercati come Cina e Russia). «Da un paio di anni assistiamo al ritorno dei colori, soprattutto il giallo e il turchese, che mancavano dagli anni 80». Un ritorno che si sta affermando e si affermerà progressivamente, passando per fasi intermedie: tali sperimentazioni avvengono prima su piccoli oggetti o accessori, come un cuscino o un suppellettile, oppure interessano i dettagli di un prodotto (come le sue finiture) e si impongono via via introducendo tinte opache che nel tempo diverranno più accese, proprio come avvenne negli anni 50, alla fine della guerra.

Anche i prodotti esposti a Homi rispecchiano questa tendenza e gradualità: «Ho notato ancora molte proposte in stile classico, nordico e country – osserva Valan – dove prevalgono i toni neutri e rassicuranti. Ma si comincia a intravvedere l’inserimento di note di colore». Una tendenza evidente con più forza nei cataloghi di aziende di design o più sperimentali.«Il colore è un bisogno – conclude Valan -: spesso chi acquista un oggetto non ha bisogno o voglia proprio di quell’oggetto, ma del suo colore».

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