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L’Umbria punta sulla ceramica: innovazione, design e internazionalizzazione per il rilancio

  • –di Antonella Galli

Come portare nuova vita all’artigianato artistico? Un settore in cui l’Italia intera è maestra, ma che in molti casi sta soffrendo per mancanza di maestranze, di mercati ampi, di progetti in grado di competere. L'artigiano, sia esso tessitore o ceramista, scultore del legno o della pelle, spesso non è in grado di affrontare singolarmente l'internazionalizzazione e l'innovazione indispensabili alla sopravvivenza.

Per porre riparo a questa deriva, la Regione Umbria ha promosso una ricerca sulla situazione dell'artigianato artistico della terracotta e della maiolica, che sul territorio conta alcuni centri di grande tradizione, come Deruta, Gualdo Tadino, ma anche Gubbio, Orvieto, Città di Castello, Umbertide, e una miriade di piccole realtà produttive sparse. Dall'inchiesta, condotta con la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Perugia, è emerso come le maggiori urgenze per queste realtà produttive assediate dalla crisi siano l'innovazione della produzione, pur nel rispetto della tradizione millenaria, e l'espansione verso nuovi mercati.

Due obiettivi che la Regione ha provato a conseguire facendosi ideatrice e promotrice del progetto Ceramica Made in Umbria: tra le aziende di artigianato ceramico prese in esame nell'indagine sono state individuate 21 eccellenze, laboratori e piccole aziende maggiormente attrezzate per una crescita anche all'estero, a cui è stata affidata la realizzazione di una nuova collezione di manufatti progettati dalla designer Elisabetta Furin.

L'obiettivo della collezione, composta da 45 articoli, è di attingere alla tradizione medievale e rinascimentale e rinnovarla, per creare oggetti, forme e decori che possano incontrare il gusto e le esigenze contemporanee. Elisabetta Furin, docente presso l'Istituto Italiano di Design a Perugia, ha scelto il banchetto contemporaneo come tema ispiratore, sostenuta dalla convinzione che la cultura del progetto, attraverso percorsi di contaminazione e sperimentazione, sia in grado di restituire vitalità al settore dell'artigianato artistico italiano.
Ne sono un chiaro esempio gli affascinanti oggetti per la tavola inclusi nella collezione, come il Bacile, ampio piatto da portata con ciotola centrale ispirato al bacile e alla brocca di antica memoria; o come il Quadrìlobo, contenitore per bottiglie e ghiaccio che prende in prestito la forma quadrilobata (quattro semicerchi disposti a croce) dalle decorazioni delle architetture storiche umbre.
La collezione Ceramica Made in Umbria approccia anche le modalità della convivialità contemporanea, come gli aperitivi e i cocktail in piedi, proponendo pezzi come Maschio e Femmina, un set composto da bicchierini ad incastro per shot e finger-food, e come Kylix 2.0, un set composto da bicchiere e piatto che si incastrano uno sull'altro per le cene o le degustazioni in piedi.

Sono tutte di grande interesse le suggestioni e le reinterpretazioni della tradizione: collezione che si estende dalla tavola ai complementi d'arredo, come cornici, specchi, tappeti in ceramica, contenitori, ma anche a vasi e sedute originali per il giardino. Ad accentuare il carattere contemporaneo del progetto fanno la loro parte anche le decorazioni, che attingono alla tradizione nei motivi a rilievo ton-sur-ton, riletti in chiave moderna e ravvivati da leggere pennellate di colore o da impunture e decorazioni con fili di cachemire (altra eccellenza della regione).

I pezzi di Ceramica Made in Umbria sono stati esposti presso lo store di Eataly a New York; prossimamente la collezione verrà messa in mostra a Casa Umbria a Shanghai, lo showroom in terra asiatica della Regione, che ospita mostre, conferenze ed eventi.

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