Casa24

Al London Design Festival debutta l’architettura dei materiali

  • Abbonati
  • Accedi
eventi

Al London Design Festival debutta l’architettura dei materiali

Countdown per il London Design Festival, in programma nella capitale britannica dal 17 al 25 settembre 2016. L’evento ideato nel 2003 per promuovere la creatività della città, con la collaborazione di professionisti, aziende, pensatori ed educatori, è una tappa imperdibile per gli amanti del design internazionale, e nell’edizione di quest’anno anticipa un’inedita attenzione ai materiali costruttivi e alla sinergia tra design ed ingegneria.

In linea con quanto avviene anche al Fuorisalone di Milano, sono state commissionate interessanti installazioni ai migliori designer e architetti del mondo, ma anche ai talenti emergenti. Ecco che le opere realizzate appositamente saranno visibili nelle prossime settimane negli spazi più amati di Londra, com’è il museo V&A, il Southbank Centre, Trafalgar Square e la Tate Modern (dove è stato da poco inaugurato l'ampliamento).

Al London Design Festival la sperimentazione progettuale incontra le tecniche costruttive e mette in scena assolute novità com’è ad esempio “The Smile”, un’installazione in legno, con una sezione rettangolare e una forma curvilinea, alta 3,5 metri e ampia 4,5. L’American Hardwood Export Council ha collaborato con Alison Brooks Architects e gli ingegneri di Arup, per presentare questa struttura in legno lamellare a strati incrociati, realizzata nel Rootstein Hopkins Parade Ground del College of Arts (Chelsea) e visitabile fino al 12 ottobre. La struttura tocca il terreno in un solo punto e si estende per 34 metri aprendosi alle estremità con due finestre sulla città. Arte urbana, «ma anche il prototipo di un nuovo prodotto – spiegano dallo studio Brooks presente anche alla Biennale di Venezia con soluzioni specifiche sul social housing – che approccia in modo innovativo il settore delle costruzioni, attraverso un processo di industrializzazione che potrebbe rivoluzionare il mercato».

Particolarmente innovativa è anche la “Silk Leaf”, una foglia ideata dal giovane designer e ingegnere Julian Melchiorri, appassionato di biotecnologie, che ha sviluppato il primo prototipo di foglia artificiale capace di sfruttare la fotosintesi naturale per convertire l'anidride carbonica in ossigeno. Un’idea che potrà essere applicata nel design d’interni o nei progetti urbani: una concreta risposta che risponde alla domanda di sostenibilità ambientale. Per il London Festival questo progetto è stato supportato anche dalla Lotteria Nazionale.

Il V&A Engineering è tra i protagonisti di questo approccio interdisciplinare, tecnico e sperimentale, e ha acceso un faro sull’importanza dell’ingegneria nella vita quotidiana. Nei giorni del festival mostrerà concretamente come gli ingegneri siano “eroi non celebrati del design”, figure professionali che giocano un ruolo vitale e creativo nella progettazione dell'ambiente costruito. Un team di ingegneri provenienti da diversi mondi esplorerà in particolare l'impatto delle tecnologie emergenti, quelle robotiche sulla progettazione architettonica, ingegneria e sulla produzione.

Sempre giocando con i materiali e valorizzando le loro proprietà intrinseche, il designer francese Mathieu Lehanneur ha ideato per l’evento londinese uno spazio meditativo lavorando un grosso pezzo di marmo nero scolpito, e ricreando la rappresentazione del movimento dell’oceano. «Il pezzo non si muove – spiega il designer - ma il riflesso della luce sul marmo lucido darà l'idea di un mare vero e proprio. L’idea muove dal desiderio di portare un pezzo di acqua in un posto dove non c'è nessuno, per creare un'esperienza contemplativa».

Tra le altre iniziative da non perdere nella settimana del festival di Londra, ci sono anche le tre installazioni progettate da Asif Khan e realizzate nella zona di Shoreditch: tre spazi urbani attrezzati, Mini Living, con un contesto che rimanda all’ambiente naturale tipico delle foreste. Al V&A museum gli architetti Murat Tabanlıoğlu hanno progettato un’installazione che presenta un libro pubblicato in inglese per la prima volta: una scatola nera con degli specchi, dove attraverso delle fessure sarà possibile apprezzare le scene del romanzo attraverso tecniche cinematografiche, oggetti fisici, luci e suoni. Ancora, lo studio Glithero ha ideato in partnership con Panerai, l’azienda di orologi di lusso, un’installazione che riprende il concetto del tempo, proponendo un’esperienza interattiva e valorizzando una tromba delle scale, alta quasi una ventina di metri, all’interno museo V&A.

© Riproduzione riservata