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Una contemporanea casa rurale con vista sul vigneto spagnolo

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architettura

Una contemporanea casa rurale con vista sul vigneto spagnolo

Lo studio Ramón Esteve ha progettato un “Cottage”  che è stato selezionato per rappresentare la Spagna alla prossima edizione del “Cemex International Building Award”
Lo studio Ramón Esteve ha progettato un “Cottage” che è stato selezionato per rappresentare la Spagna alla prossima edizione del “Cemex International Building Award”

Nella campagna valenciana, in un villaggio nel piccolo Comune di Fontanars dels Alforins, meno di mille abitanti, lo studio Ramón Esteve ha progettato un edificio che è stato selezionato per rappresentare la Spagna alla prossima edizione del ‘Cemex International Building Award', un concorso internazionale che premia le costruzioni in calcestruzzo, esplorando nel mondo le soluzioni più innovative.

In lizza tra i tanti progetti ci sarà quindi anche il cottage nel vigneto di Ramón Esteve: una casa “rurale” con un tradizionale tetto a falde che dialoga con l'ambiente e con il paesaggio, con i pini e il vigneto, attraverso le grandi aperture che caratterizzano l'immagine del progetto, e un ampio portico che crea continuità tra il volume costruito e la natura. Il progetto è stato scelto dalla giuria spagnola anche per l'accurato lavoro di posa del cemento bianco che rafforza i dettagli del progetto.

La casa è composta da una struttura monolitica nella quale si innestano degli elementi trasversali. Un'integrazione studiata tra blocchi ortogonali in materiali diversi, il primo in cemento bianco, l'altro in legno, sia all'interno che all'esterno. Il progettista spiega il concept di questo rifugio di campagna che, riprendendo l'archetipo della casa, propone uno spazio contemporaneo: dentro il guscio di cemento si organizza infatti il programma funzionale della residenza, dove le stanze trovano spazio in una distribuzione longitudinale, come fossero disposte in grandi contenitori rivestiti in legno di pino.

Al cottage si accede attraverso un sentiero circondato da ulivi e la casa è inserita in un sistema di cipressi, pioppi e pini. Si entra in casa attraverso uno dei grandi “occhi” in legno, e da uno spazio centrale di distribuzione, ci si dirige in tutte le altre stanze. Considerando che si tratta di una seconda casa, le strutture in legno e i portici potranno essere completamente chiusi, quando la residenza non sarà abitata: ecco che il progetto di architettura configura due soluzioni alternative, puntuali, per la casa vissuta o chiusa.

«Dal punto di vista ambientale – racconta il progettista – abbiamo seguito le linee guida per una casa passiva, si sfrutta l'energia rinnovabile attraverso l'uso di pannelli di energia solare, l'approvvigionamento di energia da biomassa, ed è prevista la raccolta e lo stoccaggio di acqua piovana potabile».
Il risparmio energetico è ottimizzato anche grazie alla scelta di materiali utilizzati.

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