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Quando il design è leggero come il marmo

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arredamento

Quando il design è leggero come il marmo

Colonnata di Piero Lissoni per Salvatori, ripiani in Rovere thermo e una gamma di 10 marmi come divisori
Colonnata di Piero Lissoni per Salvatori, ripiani in Rovere thermo e una gamma di 10 marmi come divisori

Una lotta, una sfida fisica per strappare alla materia la leggerezza: così sono nati capolavori come il Cristo Velato della Cappella Sansevero e l’Apollo e Dafne di Bernini. Se gli scultori hanno lottato per secoli per cercare di rubare al marmo l’anima, il design oggi è più che mai concentrato a ribaltare la percezione consueta che si ha di questo materiale, trovando nuovi punti di equilibrio e sottraendo peso e rigore.

I risultati sono spesso sorprendenti, grazie a tecniche di lavorazione e macchinari che offrono la possibilità di esaltare venature e colori, valorizzando la speciale luminosità di quella che i Greci chiamarono pietra splendente. Un patrimonio soprattutto italiano, celebrato a fine settembre al Marmomac di Verona da The Italian Stone Theatre, padiglione dedicato a tecnologie e sperimentazioni rigorosamente made in Italy.

Dall’incontro fra tradizione e design sono nati i progetti più interessanti, seriali, ma sempre diversi: oggetti unici e ripetibili. Salvatori, azienda nata nel 1946 a un passo dalle Alpi Apuane, all’avanguardia nei processi di taglio della pietra e sempre alla ricerca di nuove texture, si è messa in gioco proponendo una home collection in collaborazione con grandi nomi del design, da John Pawson a Piero Lissoni, da Elisa Ossino a David Lopez Quincoces. La Ossino firma Urano, una sfera ricavata da un cubo di marmo Bianco Carrara che, grazie alla sua luce, crea un’atmosfera calda e romantica. Un inno alla leggerezza è Farfalla, progetto dell’interior designer Marco Carini, lieve già nel nome. Si tratta di una sospensione lunga e sottile sempre in Bianco Carrara che può essere installata da sola o in composizioni di più elementi. Gioca sul colore per sganciarsi ancora una volta dalla gravità, Colonnata di Piero Lissoni, libreria freestanding di rovere interrotta da divisori in dieci tipologie di marmo.

Il mare, con i suoi verdi e azzurri profondi si fonde con la montagna nella nuova collezione Agua che Patricia Urquiola ha disegnato per Budri. Nella linea Marea, un tavolo, una consolle e due coffee table, il moto ondoso è reso dall’accostamento sinuoso di marmi dalle diverse tonalità «L’idea – racconta Alessandra Budri – era realizzare una collezione giocata sulla trasparenza, creando insoliti abbinamenti. Tutto questo è possibile anche grazie al fatto che oggi abbiamo un’azienda interna che si occupa di ricerca e sviluppo». Sono nati così oggetti ormai iconici come gli occhiali della Collezione Budri Eyewear, cinque modelli declinati in nove varianti di marmo.

Trasversale e fuori dalle mode, il duo creativo Gumdesign, ossia Laura Fiaschi e Gabriele Pardi, con il progetto La casa di pietra racconta la passione per il marmo e per l'alto artigianato. «Per tutte le collezioni si utilizzano scarti di lavorazione da blocchi più grandi, ovvero si impiega materia di alta qualità, ma senza sprechi», spiega Gabriele. La leggerezza per loro è soprattutto questione di accostamenti: quello tra vetro e marmo, come nel caso di Incontri, centrotavola traslucidi che nascono da lastre di 20 mm, ridotte, grazie al tornio manuale e al lavoro dell’artigiano, fino a 3-4 mm. Nel caso di Cesta e Corba è invece la lavorazione artigianale delle cinghie in cuoio naturale a contrapporsi alla lavorazione “digitale” del marmo per un effetto finale di grande leggerezza. Quasi aerea la collezione Avvolti: due vasi in cartone e marmo bianco statuario; il cartone alveolare – solitamente utilizzato per i packaging – qui diventa parte fondamentale del prodotto.

Leggera è anche l’ironia con cui Editions Milano affronta il tema del marmo, affidandosi a un gruppo di affermate designer. S’inizia con Versi, caraffe “solide” realizzate nei marmi più pregiati da Patricia Urquiola e si continua con Lorenza Bozzoli, che con Miss Marble dona prestigio a un oggetto di uso quotidiano come il barattolo della marmellata, un gioco che prosegue con Victoria, incredibile servizio da tè in marmo Arabescato firmato Bethan Gray, e con i tavoli bassi Tripolino di Cristina Celestino, con il piano in marmo che sembra sorretto con divertita leggerezza dalle frange che ne celano la struttura.

Appassiona aziende e designer anche il gioco tra vero e falso. Così, a Maison & Objet, il finto marmo è stato protagonista con gli accessori per la tavola e la linea di cancelleria dello svedese Studio Formata e con i leggerissimi piatti smaltati del brand turco Bornn, prodotti usando una tecnica di marmorizzazione creata in Anatolia nel XV secolo. Una tendenza che è stata riconfermata al Cersaie, dove l’effetto marmo è stato declinato in ogni texture e formato, con le collezioni di brand come Cotto d’Este, Marazzi, Panaria e Laminam, che si sono tutti cimentati nel riprodurre con realismo sorprendente l’estetica della pietra splendente.

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