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Rossetto (Casa.it): «Più servizi e spazio alla clientela professionale»

A quasi due anni dall’operazione di buyout, con cui il management aveva assunto la proprietà (con il sostegno di Oakley Capital), Casa.it è una società rinnovata, con un bilancio in utile e un core business sempre più focalizzato su due versanti: servizi ad alto contenuto digitale e attenzione alla clientela professionale. Lo racconta l’amministratore delegato, Luca Rossetto.

Quali sono oggi i numeri principali di Casa.it?
Il bilancio, chiuso al 30 giugno, mostra 3,6 milioni di risultato netto, che reinvestiamo tutto in azienda. La base di 12mila clienti è in aumento, contiamo oltre 850.000 annunci e 7 milioni di utenti unici al mese. La porta è aperta per gli inserzionisti privati, ma come strategia commerciale ci differenziamo deliberatamente dagli altri portali concorrenti e ci rivolgiamo soprattutto a agenzie, costruttori, e tanti altri attori della filiera.

Dal pochi giorni è attivo “Casa nuova”. Di che cosa si tratta?
Una proposta di marketing mirata per le inserzioni dei nuovi progetti dei costruttori, che sono già 1.200 tra i nostri clienti. Quando il potenziale acquirente cerca il “nuovo” in una determinata zona non appaiono solo gli annunci con la descrizione dell'immobile, ma anche i dati di contatto diretti della società di sviluppo, compreso il suo sito internet, in modo che possa mettere in vetrina tutti i cantieri attivi. Non è un modo di bypassare gli intermediari, perché il costruttore sceglie quali contatti indicare: se vende direttamente metterà i suoi, se ha affidato la vendita a un'agenzia ci saranno questi.

Un altro servizio innovativo è CasaLab. A chi è rivolto?
È un’elaborazione di big data che offriamo a istituzioni, gestori di portafoglio e molto spesso alle banche. Partendo dalla mole delle ricerche effettuate sul nostro sito, misuriamo le preferenze dei consumatori: se sale o scende la domanda in una certa zona, quali tagli e quali caratteristiche hanno la preferenza, e con quali disponibilità di spesa potenziale. Questo, ad esempio, permette di sapere come sarà nel medio termine la tenuta dei prezzi in quel quartiere. E consente a un istituto di credito di soppesare al meglio il potenziale di un progetto di sviluppo che andrebbero a finanziare.

Dai software per le valutazioni immobiliari ai portali di annunci solo per privati, molti strumenti tecnologici sembrano andare nella direzione di superare l’intermediazione, a scapito delle agenzie immobiliari. Qual è la sua opinione?
Certamente, nei periodi di trasformazione del mercato alcuni operatori rischiano di soffrire. Ma sono quelli che resistono al cambiamento. Bisogna invece comprendere che ogni strumento digitale è un'opportunità da sfruttare. Guardiamo alla Gran Bretagna, dove gli agenti sono più avanzati tecnologicamente rispetto ai nostri e infatti guadagnano molto di più. E non parlo solo di Londra, che fa storia a sé.

Su quale versante è concentrata la crescita di Casa.it per il 2019?
Sempre nell’offerta di nuovi tool digitali, che creiamo in casa senza appoggiarci a software house esterne. Abbiamo già assunto nuovi profili e ne stiamo cercando ancora per allargare il team tecnologico, a partire da sviluppatori ed esperti informatici in senso ampio. Facciamo una selezione attenta, ma offriamo contratti a tempo indeterminato quando troviamo una persona dall'alto potenziale.

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