Casa24

Ikea: la casa è sempre più luogo di lavoro

  • Abbonati
  • Accedi
INDAGINE DEL COLOSSO SVEDESE

Ikea: la casa è sempre più luogo di lavoro

Comprare casa è un po’ il sogno di tutti. Ma non è detto che “sentirsi a casa” dipenda davvero dalle mura fisiche in cui viviamo. Lo rivela il “Life at home report” di Ikea, un'indagine sugli stili di vita condotta su 22mila persone, in 22 Paesi, inclusa l’Italia.
«Da cinque anni, grazie a questo lavoro, abbiamo la possibilità di guardare da vicino come le persone vivono la loro vita in casa e come cambia nel tempo il concetto di abitare, in Italia e nel mondo», spiega Alessandro Aquilio, responsabile per la comunicazione di Ikea Italia.

Un primo dato balza agli occhi: il 35% degli intervistati afferma che ci sono posti esterni in cui si sente più a casa rispetto alla propria abitazione. Nell’edizione 2016 era solo il 20%. L’Italia, benché patria del “casa dolce casa”, è in linea con il dato generale, perché questa risposta è stata fornita dal 25% del campione, ma la percentuale sale al 33% tra chi vive nelle principali città e addirittura al 54% tra coloro i quali lavorano o studiano nelle città e condividono un appartamento con degli estranei. Questo succede perché il concetto di “casa” si fonda su un mix di dimensioni come lo spazio, ma anche il luogo geografico e soprattutto le relazioni personali. Proprio queste, per il 61% dei rispondenti italiani, definiscono che cosa sia “casa” più che lo spazio fisico (45%).

Non a caso, anche se viviamo sempre più immersi nei social network, il contatto con le persone è determinante e un italiano su tre considera la propria comunità, a partire dal quartiere in cui abita, come un'estensione di casa propria. A conferma del fatto che le mura passano sempre di più in secondo piano, addirittura il 64% del campione afferma che si accontenterebbe di un'abitazione più piccola, ma in luogo splendido, piuttosto che in uno spazio grande ma in una posizione scomoda.

Naturalmente i mutamenti sociali e demografici influiscono su alcune dinamiche. Per esempio, ormai il 40% degli italiani dichiara di portarsi a casa il lavoro e non è una questione di contratti di smart working, quanto una tendenza nostrana a mescolare attività lavorativa e vita domestica, visto che si tratta della percentuale più alta di tutta Europa. E quando sentiamo il bisogno di privacy? Il 52% la cerca in camera da letto, il 40% in bagno e il 39% fuori, in giardino o in balcone. Dallo spaccato, infine, emerge come le persone siano ormai ben consapevoli delle potenzialità degli affitti brevi. Il 25% di chi vive con inquilini sfrutta Airbnb per ottenere un guadagno extra da stanze o letti vuoti.

© Riproduzione riservata