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Assoimmobiliare, rigenerazione urbana come driver per gli investimenti nel…

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Mondo immobiliare

Assoimmobiliare, rigenerazione urbana come driver per gli investimenti nel real estate

(AgfCreative)
(AgfCreative)

Il mercato immobiliare italiano chiuderà l'anno a quota 7,5 miliardi di euro di volumi, con un calo del 35% rispetto allo scorso anno. Sono le stime di Assoimmobiliare espressa all'assemblea dei soci.
A cosa imputare il calo? “Alla mancanza di prodotto nelle prime location - dice Silvia Rovere, presidente di Assoimmobiliare-. La concorrenza è sempre più elevata, per i pochi oggetti appetibili sul mercato. La conseguenza è una compressione dei rendimenti ai livelli più bassi degli ultimi anni: meno del 3,5% a Milano e meno del 4% a Roma”.

La carenza di prodotto condizionerà anche il 2019, soprattutto nel segmento uffici. Nel settore retail sarà la cautela a misurare il futuro. Il nodo da sciogliere riguarda le chiusure domenicali, una scelta discutibile che se approvata certamente allontanerà gli investitori internazionali. Assoimmobiliare insieme a Cncc sta lavorando, denunciando le conseguenze negative di tali scelte.
Assoimmobiliare sta lavorando su diversi fronti, tra cui la risoluzione delle limitazioni eccessive in tema di esperti indipendenti e il tema della sostenibilità ambientale.

Tema fondamentale per il futuro è soprattutto quello della rigenerazione urbana. Tassello fondamentale per la rinascita delle città, la rigenerazione punta sull'evitare consumo di suolo e rilanciare zone dimenticate.
“L'immobiliare è legato agli investimenti internazionali- dice Pierfrancesco Maran, assessore all'urbanistica del comune di Milano -, capitali fondamentali. L'arrivo va incentivato. Ma i capitali privati vanno sostenuti dalle scelte dell'amministrazione e da capitali pubblici. Stiamo cercando anche di ampliare la fetta di città dove i grandi soggetti vanno a investire”.

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