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Hotel nel futuro di Covivio in Italia

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Mondo immobiliare

Hotel nel futuro di Covivio in Italia

Il focus in Italia sarà su uffici e hotel. Quest'ultimo segmento crescerà nel portafoglio di Covivio in Italia. Sposando anche il coworking.
Covivio aprirà entro fine 2019 a Milano - dopo Parigi e Marsiglia - “Wellio”, l'offerta di flex-spaces e servizi che combina il know how nel settore alberghiero con quello degli spazi dedicati al lavoro. Wellio intende posizionarsi come provider principale di spazi di co-working,a disposizione non solo di grandi gruppi ma anche di piccole e medie aziende, imprenditori e freelance. Lo spazio apre a Milano nell'immobile di Covivio situato in Via Dante 7. Entro il 2022 Wellio offrirà circa 35.000 mq di spazi di co-working nelle maggiori città europee. “Rappresenta comunque una attività marginale di Covivio - dice Alexei del Pastro, ceo di Covivio in Italia -, ma è un segmento nel quale bisogna essere”.

Covivio è oggi il quarto Reit in Europa. Il gruppo lavora cross-country su tre prodotti principali: residenza, uffici e hotel tra Parigi, Milano e Berlino. Da una settimana il nuovo titolo del gruppo nato dalla fusione con Beni Stabili ha debuttato a Piazza Affari, con successo. Oggi sul listino italiano c'è dunque un gruppo europeo che capitalizza sette miliardi.

Il portafoglio in gestione è di 23 miliardi di euro, di cui quattro in Italia. Nel dettaglio 10,6 miliardi sono investiti negli uffici, 5,9 miliardi negli hotel e 5,4 miliardi nelle residenze in Germania.
Il portafoglio italiano è per la maggioranza a Milano (68%), 19% in asset Telecom, l'8% è a Roma e a Torino.

«Il mercato di Milano, che negli anni è cresciuto, vale oggi il 20% del portafoglio totale - dice Alexei Dal Pastro -. Vogliamo crescere ancora, soprattutto attraverso operazioni di sviluppo, dopo aver realizzato Symbiosis».
La strategia dunque continua sui binari già tracciati. «I pilastri strategici restano il focus su Milano - continua Dal Pastro -, dove a fine 2015 il valore del portafoglio era pari al 48% e adesso è salito al 70%, facendo seguito al trend globale che registra una progressiva concentrazione nelle grandi città, dato che Milano è una delle metropoli dinamiche in Europa. L'obiettivo è arrivare al 90% del portafoglio concentrato qui entro il 2022. La seconda linea strategica passa per la riqualificazione del portafoglio in chiave green, adesso il 68% dei nostri edifici ha standard Leed a livello gold o platinum e, infine, puntiamo a ridurre la concentrazione di rischio, come abbiamo fatto con Telecom».

E nel settore hotel? “C'è molto interesse sull'ospitalità in Italia - continua Dal Pastro -, per un nostro edificio a Milano, zona Lambrate, abbiamo già siglato un contratto con Meininger. Puntiamo a crescere ulteriormente nel segmento, non solo a Milano, ma anche a Roma, Firenze, Venezia. Siamo interessati ad alberghi che abbiamo una interessante massa critica, quindi oltre le 85 camere». La regola è puntare su città che hanno in media due milioni di notti all'anno.
E sulla fusione. “E' importante avere sul listino italiano un operatore internazionale” dice Barbara Pivetta, cfo del gruppo in Italia.

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