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Come creare un bed&breakfast dalla ristrutturazione di un appartamento

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Come creare un bed&breakfast dalla ristrutturazione di un appartamento

Quando si possiede o si eredita un vecchio appartamento in una località turistica, soprattutto di mare, un’ottima idea potrebbe essere quella di metterlo a rendita come affittacamere per brevi periodi per ammortizzare i costi della ristrutturazione. Non è difficile, in sede di progettazione, approntare l'appartamento in modo che resti possibile riconvertirlo di nuovo in futuro da affittacamere ad appartamento monofamiliare.

Con questa idea un cliente in possesso di un appartamentino di 60mq sul litorale adriatico ha deciso di rivolgersi a GoPillar, la piattaforma online che permette a qualsiasi cliente privato di aprire un concorso di progettazione architettonica per i propri spazi e ricevere così decine di diversi progetti da architetti nazionali ed internazionali ad un costo contenuto, ottenendo in questo modo 21 diverse soluzioni progettuali per realizzare un piccolo B&B.

Delle soluzioni ricevute, quella risultata vincente secondo il cliente è stata proposta dallo studio di progettazione romano Koobo Architecture. Il progetto presentato prevede uno spazio centrale comune attorno al quale sono stati organizzati gli ambienti, lasciando in questo modo la possibilità al proprietario di affittare l’intero appartamento così come le singole stanze. All’ingresso troviamo il living, con tavolo e divano letto, e una piccola cucina a servizio con ingresso a sé stante sul lato posteriore dell’edificio, in modo da poter essere accessibile anche da parte del locatario per la preparazione dell’eventuale colazione. Le due camere matrimoniali realizzate sono spaziose, luminose e dotate di tutti i comfort. Entrambe hanno bagno en-suite, uno realizzato senza costruire ulteriori pareti interne ma attraverso l’aiuto di una struttura divisoria vetro e cartongesso per recuperare spazio e far passare meglio la luce.

La proposta della designer Stefania Ubiglia, invece, sacrifica leggermente il comfort abitativo per permettere in compenso la creazione di una terza camera rispettando comunque tutti i parametri di legge e aumentando così il numero di persone che è possibile ospitare nell’appartamento. Delle tre stanze realizzate, una è una matrimoniale con bagno en-suite, piccolo guardaroba realizzato in una nicchia a parete, e accesso al terrazzo esterno, ottima per chi viaggia in coppia. La seconda stanza, invece, è una sorta di miniappartamento, con camera matrimoniale e bagno en-suite minimal ma corredato di tutto l’occorrente necessario all’ospitalità, e zona pranzo/soggiorno a servizio corredata sia da una piccola kitchenette nascosta da una porta a soffietto per preparare colazioni o rapidi pasti, sia da un piccolo divanetto che diventa all’occorrenza un letto singolo se si vuole ospitare una coppia con figlio piccolo. Infine, la terza camera è per un viaggiatore singolo, con letto alla francese e bagnetto con doccia annesso.

La soluzione prevista dall'architetto Elena Pellegrini mira ad ottimizzare i metri quadri a disposizione creando due camere da letto con bagno annesso, prevedendo però dei piccoli accorgimenti che predispongano la casa a diventare in futuro uno spazio unitario adatto ad ospitare una famiglia. Questo viene fatto innanzitutto spostando l’accesso dell’appartamento sul lato che affaccia sul giardino, in modo da poter creare in questo punto una confortevole zona living open space, con divano, tavolo da pranzo e cucina a muro servita da un bagno e da un piccolo armadio appendiabiti per i futuri ospiti. Da questa zona living si accede direttamente alle due camere che compongono la zona notte, una matrimoniale e una con due letti singoli, in modo da poterle affittare adesso a famiglie o a gruppi di amici, e da poterle convertire in futuro a camera per i genitori e cameretta per i bambini.

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