Innovazione

CasaGin start up più innovativa, dall’Mit di Boston il premio per i tessuti bio

La giovane azienda veneta si prepara a sbarcare negli Usa. E nel futuro c'è anche la Cina

di Natascia Ronchetti

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La giovane azienda veneta si prepara a sbarcare negli Usa. E nel futuro c'è anche la Cina


2' di lettura

Il primo tessuto che ha utilizzato è stato Tencel, realizzato con una fibra ricavata dal legno di faggio e di eucalipto. Poi sono arrivati altri materiali come l'Econyl, derivato dal recupero delle reti da pesca e delle plastiche gettate nei mari. Da quest'anno ha introdotto il nylon biodegradabile. Tutto avvalendosi, per il confezionamento, di piccoli laboratori dislocati tra Veneto e Piemonte. Ed è così che, abbinando sostenibilità e innovazione alla grande tradizione artigiana italiana, CasaGin, giovane impresa veneta fondata a Padova nel 2017, è stata premiata come unica start up innovativa nel campo della moda, a livello internazionale, dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, negli Usa.

Un riconoscimento che il Mit le ha attribuito insieme alla Business School di Bologna. E che ha contribuito a farla crescere sui mercati esteri. «Oggi siamo presenti, oltre che in Italia, in Germania, Francia e Regno Unito -, dice la fondatrice Daniela Prandini, che ha alle spalle una lunga esperienza professionale come buyer per maison come Gucci, Ermenegildo Zegna e Prada -. Ma non ci fermiamo – prosegue -. Stiamo cercando un partner commerciale per sbarcare negli Stati Uniti. Nel nostro futuro c'è anche la Cina. Oggi siamo troppo piccoli per confrontarci con un mercato così grande. Ma è tra i nostri obiettivi». CasaGin è un caso di successo.

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La storia di una start up nata dall'idea di creare un brand 100% made in Italy legato al comfort e alla salvaguardia dell'ambiente. Produce underwear, abbigliamento da casa e da mare, sportswear. «All'insegna di tre parole chiave: sostenibilità, eticità, benessere», spiega Prandini, che ha fondato l'azienda insieme al compagno Alberto Massacesi. Ora CasaGin vende attraverso il proprio sito di e-commerce, nei market place legati alla sostenibilità, nei negozi di abbigliamento e, in Italia, anche nelle farmacie e nelle erboristerie. Con grandi prospettive di sviluppo internazionale, visto che le vendite online crescono di anno in anno del 120%. I suoi clienti oggi sono per l'80% donne, tra giovani molto sensibili al tema della tutela dell'ambiente e consumatrici mature che premiano il comfort e una lavorazione di alta qualità.

Con Tencel produce lingerie, con Econyl costumi da bagno, con il nylon biodegradabile abbigliamento sportivo. Una produzione che è praticamente a chilometro zero, destinata a una fascia di mercato medio-alta che riconosce «anche il sostegno che diamo a un piccolo mondo artigiano che rischia di scomparire - aggiunge Prandini -. Negli Stati Uniti, dove vediamo una domanda forte, abbiamo già fatto il nostro ingresso. Ma l'anno della svolta sarà il 2022».

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