intervista a la verità

Casaleggio shock: «In futuro il Parlamento non servirà più»

di Nicoletta Cottone


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2' di lettura

«Il Parlamento ci sarebbe e ci sarebbe con il suo primitivo e più alto compito: garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti e coerenti. Tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario nemmeno in questa forma». Lo ha affermato Davide Casaleggio, il figlio del fondatore dei 5 stelle in una intervista rilasciata a la Verità, rispondendo a una domanda di Mario Giordano su una possibile riforma dello Stato («Se lei dovesse immaginare una riforma dello Stato, il Parlamento a) ci sarebbe, b) ci sarebbe con meno poteri, c) non ci sarebbe?»).

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Il cambiamento travolgerà il mondo dei burocrati
Casaleggio ha parlato dei grandi cambiamenti sociali, della democrazia diretta e partecipativa: «I grandi cambiamenti sociali possono avvenire solo coinvolgendo tutti attraverso la partecipazione in prima persona e non per delega». Ha sottolineato che «non servono baroni dell’intellighenzia che ci dicono cosa fare, ma persone competenti nei vari ambiti che ci chiedamo verso quali obiettivi vogliamo andare e che propongono un percorso per raggiungerli».

Inevitabile il superamento della democrazia rappresentativa
Per Davide Casaleggio è «inevitabile» il superamento della demnocrazia rappresentativa. «Il metodo della rappresentanza è stato il migliore metodo possibile. Oggi però, grazie alla Rete e alle tecnologie esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività del volere popolare di qualunque governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è quindi inevitabile».

L’allarme spread usato come spauracchio
Nella lunga intervista rilasciata a mario Girodano si è parlato anche di spread: «L’allarme spread è stato usato come uno spauracchio per orientare l’opinione pubblica e far accettare misure che altrimenti non avrebbero trovato spazio nel nostro Paese. Certamente è un parametro di cui tenere conto, ma non è l’unico».

Anacronistico il tetto del 3%
Sul fronte dei parametri europei secondo Casaleggio è «anacronistico» il tetto del 3% e «soprattutto non tiene conto di quanto avvenuto sul piano economico negli ultimi dieci anni». Ora serve un supporto «per rilanciare l’economia interna e tornare a crescere. In questo senso serve flessibilità». Secondo Casaleggio «i finanziamenti per sviluppare l’economia non devono essere conteggiati in questo limite». E ha sottolineato che «il rilancio italiano sarebbe un traino importantissimo per tutta Europa».

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Lavoro: in Italia le tutele più alte
Rispondendo a una domanda in tema di lavoro Casaleggio ha detto che «in Italia esistono tutele dei lavoratori fra le più alte in Europa. Un adeguamento su questo fronte sarà necessario, ma in relazione alle nuove modalità di lavoro che si stanno imponendo come conseguenza del cambiamento in atto, non certo per via dell’immigrazione».

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