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Casavo, +73% di operazioni e piani per espandersi in Europa e (ancora) in Spagna

Nel 2021, la società fondata 5 anni fa, riporta oltre mille transazioni effettuate, per un valore economico che supera i 282 milioni di euro. investimenti sulle linee di business (dai mutui alle ristrutturazioni da rimettere sul mercato). E si guarda a crescere in nuovi Paesi d’Europa

di Laura Cavestri

2' di lettura

Casavo – la piattaforma digitale creata nel 2017 da Giorgio Tinacci per il mercato residenziale e che integra l’offerta delle agenzie immobiliari con quello delle imprese di ristrutturazione e delle banche – fa il punto sull’anno appena terminato e riporta 1.093 transazioni effettuate, registrando un aumento del 73% in Italia rispetto al 2020 per un valore economico che supera i 282 milioni di euro. L’attività di Casavo sul territorio non si limita alle compravendite immobiliari concluse, ma genera valore economico anche per le imprese di ristrutturazione coinvolte per 23 milioni di euro. Inoltre, il modello sviluppato nei confronti delle agenzie immobiliari con cui collabora in modo continuativo ha permesso a Casavo di liquidare, a queste ultim,e un importo che supera i 3 milioni di euro di commissioni nel 2021.

«L’obiettivo è di raggiungere le 2.500 transazioni attraverso l’aumento delle operazioni nelle città in cui è già presente sul territorio, ovvero Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna, e arrivando a coprire anche le aree circostanti e i comuni limitrofi alle grandi città – ha dichiarato Victor Ranieri, Country Manager Italia di Casavo –. Intendiamo continuare a intensificare le nostre attività sia con il fine ultimo di offrire soluzioni “chiavi in mano”, sia in termini di processo di compravendita, che di prodotto immobiliare. Una delle nostre modalità è quella di acquistare prodotto usato dai proprietari, ristrutturarlo e rimetterlo sul mercato “chiavi in mano”. Una formula che vede il 60% dei nostri acquirenti avere meno di 36 anni, di solito quelli che preferiscono il nuovo. Ciò consente di valorizzare e rimettere sul mercato, con maggiore successo, il costruito. Nel 2022 punteremo a più che raddoppiare le transazioni nelle città in cui siamo operativi e ad aprire in Spagna in due nuove città».

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L’ampliamento delle attività in Italia va di pari passo all’espansione internazionale, partita con l’ingresso nel mercato spagnolo nel 2020 e proseguita con il lancio in Portogallo di gennaio 2022. «Siamo già presenti – ha aggiunto Ranieri – a Madrid, Barcellona e Lisbona, mercati che hanno abitudini e caratteristiche affini rispetto a quelli italiani. Per questo vediamo ulteriori margini di crescita, grazie anche a una fiscalità di vantaggio sulla casa. Oltre a due nuove città spagnole su cui investiremo quest’anno, abbiamo individuato investimenti su un altro Paese europeo. Ma sui dettagli – ha concluso Ranieri – saremo più espliciti nei prossimi mesi». Rispetto alla situazione attuale. ha concluso Ranieri, «non vedo un immediato impatto sull’immobiliare residenziale in Europa e nei nostri mercati di riferimento. Un effetto potrebbe verificarsi con un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce che potrebbero avere conseguenze sui mutui e magari indurre una riduzione. Ma credo che sia, oggi, un discorso prematuro».

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