il bello e l’utile

Case e musei: il senso di Milano per la bellezza

di Giulia Crivelli


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(FOTOGRAMMA)

3' di lettura

C’è una ragione se, pur non essendo la capitale del nostro Paese, Milano è considerata capitale mondiale della moda femminile e maschile e in particolare di quello che i francesi battezzarono, molti anni fa, pret-à-porter . Londra e soprattutto Parigi ospitano importanti fashion week e la capitale francese mantiene la leadership nell’ haute couture (alta moda). Milano però si distingue per un’alchimia tra creatività e innovazione, motori della moda per definizione, e senso pratico che si traduce in business. Non solo: alle milanesi – affatto imbruttite quando si tratta di abbigliamento e accessori – viene riconosciuto uno stile persino più riconoscibile e forse apprezzato di quello delle parigine.

Considerazioni simili si possono fare per il design: non è un caso se Milano sia la capitale mondiale del settore e che abbia da sempre espresso avanguardie pure nell’architettura. Proprio come per le settimane della moda, Milano ospita il più importante evento globale, la settimana del mobile composta dalla fiera vera e propria, il Salone che si tiene a Rho, e il fitto calendario di presentazioni ed eventi a tema che si svolgono in ogni parte della città, il cosiddetto Fuorisalone. E c’è un altro parallelo con l’industria della moda: se le milanesi sono famose per il loro stile, lo sono anche, insieme agli uomini naturalmente, per le scelte in fatto di arredo di interni, giardini, terrazzi, seconde case.

Certo, osservare le persone per strada e trarne una guida sullo stile milanese è più facile che avere accesso alle case dei milanesi, spazi per definizione privati. Però ha quasi certamente ragione chi sostiene che ci siano sempre affinità, somiglianze, tra come ci si veste e come si arreda la propria casa. Non potendo entrare nelle singole dimore – tranne che vedendo (rari) servizi su riviste specializzate, frutto di una punta di vanità, qualità non diffusissima tra i milanesi – si può percorrere un’altra strada, questa sì davvero accessibile a tutti. Nel 2008 quattro luoghi simbolo della città, il museo Bagatti Valsecchi , Casa Boschi di Stefano , Villa Necchi Campiglio e il museo Poldi Pezzoli si sono riuniti nel circuito delle case museo milanesi. Bagatti Valsecchi, Villa Necchi e Poldi Pezzoli si trovano nel centro storico e possono essere visitati spostandosi tranquillamente a piedi da una all’altro. Ma anche Casa Boschi di Stefano può essere raggiunta a piedi, visto che l’estensione geografica di Milano – ed è un vantaggio – non è quella di Parigi o Londra. La casa si trova in zona città Studi e si può approfittare per dare un’occhiata anche alle varie sedie del Politecnico e dei distaccamenti delle facoltà scientifiche dell’università Statale di Milano. Le case museo offrono uno scorcio su come arredavano, vivevano, vestivano e di quali opere d’arte amavano circondarsi milanesi di epoche diverse (info e orari: https://casemuseo.it).

Molte anche le opportunità di vedere come hanno vissuto e arredato milanesi di nascita o d’adozione come Alessandro Manzoni e Lalla Romano : le rispettive case sono diventate musei e fanno parte del progetto Storie milanesi della Fondazione Adolfo Pini, che riunisce 16 luoghi in cui hanno sede le case museo, gli atelier di artisti e gli studi di designer e architetti (info e orari: www.storiemilanesi.org).

LA MAPPA
LA MAPPA
LA MAPPA

Il progetto è fresco di partecipazione a Museocity, l’inziativa che Milano dedica alle attività museali in senso allargato e che si è svolta dall’1 al 3 marzo. Di Storie milanesi fanno parte anche, oltre alle citata Casa del Manzoni e all’Associazione Amici di Lalla Romano, la Fondazione Achille Castiglioni, lo Spazio Tadini, lo Studio museo Francesco Messina, la Fondazione Franco Albini, lo Studio Museo Vico Magistretti e la Fondazione Corrente- Studio Treccani, oltre al circuito delle quattro Case museo. Il progetto Storie milanesi della Fondazione Adolfo Pini parteciperà inoltre alla prossima Arch Week (21-26 maggio), settimana di eventi dedicati all’architettura diretta da Stefano Boeri e promossa dalla Triennale insieme al Politecnico e al Comune, in collaborazione con Fondazione Feltrinelli. Oltre alle già citate sedi del Politecnico, sono specchio della vocazione architettonica, legata a doppio filo alla progettazione in senso lato e al design, le sedi dell’università Statale e dell’università Cattolica con i loro meravigliosi chiostri e, naturalmente, la casa della Fondazione Feltrinelli, inaugurata nel 2016 e prima incursione milanese delle archistar Jacques Herzog e Pierre de Meuron.

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