ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl braccio di ferro con Bruxelles

Case green, Mes, etichette del vino: i 3 dossier che dividono Italia e Ue

Lunedì 16 gennaio è prevista una riunione dell’Eurogruppo, al quale parteciperà il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo ci sarà proprio il Meccanismo europeo di stabilità

di Andrea Carli

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4' di lettura

In una fase particolarmente delicata che vede il governo Meloni impegnato in una trattativa con Bruxelles per apportare delle modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza, tre dossier europei si impongono all’agenda dell’esecutivo. E sono tutti politicamente spinosi.

Il primo è la proposta di direttiva europea “Epbd” con le nuove regole sull’efficienza energetica degli immobili: la presidenza di turno svedese dell’Unione europea si impegna ad approvarla green entro sei mesi, ma l’Italia è pronta a dare battaglia e a bloccare una normativa che di fatto imporrebbe l’obbligo di ristrutturare due immobili su tre per renderli più efficienti da un punto di vista energetico.

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Il secondo dossier è in realtà “un vecchio classico”: la ratifica del Mes da parte dell’Italia (mancano solo la sua e quella della Croazia) . Nelle ultime ore da Bruxelles è giunto un messaggio chiaro: la riforma del Meccanismo europeo di stabilità va approvata così com’è, ci sarà poi tempo per riflettere sul suo futuro. Un messaggio che è giunto all’indomani dell’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e i vertici del Mes, in cui la premier ha auspicato correttivi per renderlo uno strumento capace di rispondere alle esigenze delle diverse economie.

Infine, il terzo dossier: il vino. Il governo Meloni è intervenuto contro la norma irlandese che punta a introdurre gli health warnings nelle etichette di vino, birra e alcolici sulla scorta di quanto avvenuto per le sigarette. Questa soluzione, attacca l’esecutivo, viola il principio della libera circolazione delle merci con pesanti ripercussioni sul mercato interno ed effetti distorsivi sugli scambi intracomunitari.

FdI: risoluzione per fermare direttiva Ue su case green

Per quanto riguarda il primo dossier, Fratelli d’Italia ha messo nel mirino la proposta di direttiva europea “Epbd”. «La casa è sacra e non si tocca - ha sottolineato in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti -. Fratelli d’Italia mette in guardia dal tentativo dell’Unione europea di rifilare all’Italia, con la direttiva sull’efficientamento energetico, una patrimoniale camuffata che va a ledere i diritti dei proprietari». Foti ha annunciato che il gruppo ha «presentato una risoluzione in Parlamento per chiedere che il governo intervenga per scongiurare l’approvazione di una norma che danneggerebbe milioni di italiani proprietari di immobili».

Dal 2030 le nuove case devono abbattere le emissioni del 40 per cento

Il pacchetto fa parte della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione della Co2 del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990. Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati devono iniziare a “mettersi in regola” con gli obiettivi ambientali nell’ambito del New Green Deal: che in pratica significa abbattere le emissioni nocive di cui sono responsabili per il 40 per cento. Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», ha spiegato Bruxelles illustrando la proposta di direttiva.

Primo voto Parlamento Ue su case green slitta a 9 febbraio

Fonti vicine al dossier hanno riferito che il voto alla commissione Industria, Ricerca ed Energia (Itre) dell’Europarlamento sulla nuova direttiva Ue per l’efficienza energetica degli edifici è stato rinviato al 9 febbraio. Gli eurodeputati avrebbero dovuto esprimersi il 24 gennaio, ma l’appuntamento è stato posticipato per consentire lo smaltimento degli oltre 1.500 emendamenti presentati alla proposta della Commissione europea.

Ue, puntiamo a direttiva su edifici green in 6 mesi

Nel corso della conferenza stampa con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il premier svedese Ulf Kristersson ha spiegato che «la nostra priorità è rendere l’Europa più verde. Ci sono diversi dossier legislativi che sono ora in fase di negoziati al trilogo e il nostro obiettivo è arrivare a un accordo durante la presidenza. Tra questi, la direttiva sull’energia rinnovabile e la direttiva sull’efficientamento energetico».

Mes, fonti Ue: prima di ratifica difficile correzione

Quanto invece al secondo dossier, a confermarne il peso è il fatto che, per spingere (e convincere) l’Italia a ratificare la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), i suoi vertici (il nuovo direttore generale del Meccanismo, il lussemburghese Pierre Gramegna e il suo braccio destro italiano, il segretario generale Nicola Giammarioli) sono volati direttamente a Roma, per un faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni. Ma al di là della ratifica formale, su cui si esprimerà il Parlamento, alla premier interessa ragionare sulla sostanza: bisogna «verificare possibili correttivi», insieme agli altri Stati, per rendere il Mes «uno strumento effettivamente capace di rispondere alle esigenze delle diverse economie». Dopo la pandemia, la guerra in Ucraina e le nuove difficoltà economiche che sono seguite, lo strumento va insomma ripensato per adattarlo alla nuova situazione.

Verso nuovo round all’Eurogruppo

Lunedì 16 gennaio il tema potrebbe tornare di stretta attualità: è prevista una riunione dell’Eurogruppo, al quale parteciperà il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo ci sarà proprio il Mes. E già, in vista del confronto, un funzionario europeo, rispetto all’ipotesi di correzione al Meccanismo europeo di stabilità, ha chiarito: «Non credo che questa discussione possa iniziare prima che sia completata la ratifica della precedente. Mi risulta che il nuovo Governo italiano inizierà ora il processo di ratifica e siamo ottimisti sul fatto che questo porterà a due risultati positivi in modo tempestivo».

Etichette irlandesi su vino, Lollobrigida: “Bugie nuocciono gravemente alla salute”

Il braccio di ferro sulle etichette per il vino

Infine, il capitolo vino. Dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea - di fatto un via libera - al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino, il Governo è intervenuto con una lettera al Commissario Ue al mercato interno, Therry Breton. Firmata dal ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, e dal responsabile dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, la lettera chiede un intervento di Breton «a tutela del corretto funzionamento del mercato interno, in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea che ha graniticamente ritenuto che tutte le misure di uno stato membro atte a impedire direttamente o indirettamente, gli scambi presenti e potenziali all’interno dell'unione abbiano effetto equivalente alle restrizioni quantitative e siano pertanto vietate».

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