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Case, poca offerta, prezzi alti e vendite veloci. La voglia di borghi bloccata dall’assenza di wifi

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio immobiliare nazionale Fiaip – in collaborazione con Enea – la guerra in Ucraina non si riflette sull'incremento delle compravendite residenziali e non. Bene anche gli affitti. Baccarini: «Superbonus da estendere e rendere strutturale»

di Laura Cavestri

(Pixelshop - stock.adobe.com)

3' di lettura

Le case si confermano bene rifugio delle famiglie Italiane. Che sia prima o seconda casa, poca offerta, tempi di vendita più veloci, prezzi in crescita (mentre per l’uso diverso dall’abitativo – negozi, uffici e capannoni – stessi trend ma prezzi in calo). Un trend che questi mesi di guerra in Ucraina non sembrano aver scalfito. Infine, cresce del 30% la domanda di acquisto nei borghi italiani. Ma tre quarti delle richieste non vanno a buon fine, per mancanza di servizi e wifi.

Andamento delle compravendite

Sono i dati che emergono dall’Osservatorio immobiliare nazionale Fiaip, presentato a Roma questa mattina, presso la Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera, redatto in collaborazione con Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ed I-Com (Istituto Italiano per la Competitività). Evidenziano, come, nel 2021, nel settore residenziale siano aumentate in maniera consistente sia le compravendite, arrivando a circa 750mila, +34% rispetto al 2020 e + 24% rispetto al 2019, che i valori di mercato, +3% rispetto al 2020, con una diminuzione dei tempi di vendita intravedendo i primi segnali di calo dell'offerta di case da vendere.

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Il mercato, oltre alla prima casa, è stato trainato da una forte crescita del numero delle compravendite di seconde case salite a circa 190mila unità registrando un +52% rispetto al 2020 ed un +36% rispetto al 2019.

Anche le compravendite diverse dal residenziale fanno registrare tutte un segno positivo rispetto al 2020, con il commerciale (negozi) a +4,5%, direzionale (uffici) +2,3% e produttivo (capannoni) +1,9 per cento. Di segno opposto l’andamento medio dei prezzi. Per il commerciale si riscontra una riduzione media del -3,2%, per il direzionale -4,5% e per il produttivo -5,6 per cento.

Il mercato delle locazioni

Il mercato delle locazioni, rispetto al 2020, si conclude con il segno positivo in tutti gli ambiti con il residenziale a +12,3%, commerciale +6%, direzionale +5% e produttivo +2% mentre l’andamento medio dei canoni di locazione è positivo per il residenziale +4,9% mentre negativo per il commerciale -2,2%, direzionale -2,6% e produttivo -2,8%, a supporto del fatto che l’aumento del numero di locazioni ad uso diverso dall’abitativo sono giustificate da un consistente abbassamento dei canoni di locazione oltre che dagli effetti della crisi che ha colpito numerose attività a seguito delle perduranti restrizioni pandemiche.

Dove cresce la voglia di acquisto: città e borghi

Per quanto riguarda i principali centri urbani, le città più performanti, in relazione sia alle compravendite che alle locazioni sono Milano, Bologna e Firenze. In particolare, per le compravendite Milano +8,8%, Bologna +6,8%, Firenze +3,2% e a seguire Genova +2,7%, Torino +2,3%, Venezia +2,5% e Roma +1,1%. Per le locazioni si confermano in prima linea Milano +7,9%, Bologna +3,8%, Firenze +2,8%, Roma +2,65%, Genova +1,1% e Napoli +0,5 per cento.

Cresce la voglia di acquistare nei borghi, prioritariamente dettata dalla crescente volontà di lavorare in luoghi meno affollati, più tranquilli e con una qualità della vita superiore anche dal punto di vista ambientale. Si registra, infatti, un + 30% di richieste di cui solo una su quattro si concretizza. Il problema sono l’assenza di infrastrutture digitali (come la fibra ottica, essenziale per lavorare a distanza) e, in generale, di servizi.

L’analisi

«Il mercato immobiliare si conferma dinamico anche nei primi mesi del 2022 ma inizia a scarseggiare l’offerta di case da vendere e da affittare – ha sottolineato il presidente del Centro Studi Fiaip Francesco La Commare –. Nonostante le legittime preoccupazioni dettate prioritariamente dalle conseguenze economiche del conflitto militare e dall’aumento del costo della vita, prevediamo un anno positivo per il settore, considerati una serie di fattori, tra i quali i tassi di interesse per i mutui che rimangono, seppur in lieve rialzo, ancora molto contenuti e la crescita, registrata anche nel 2021, dei risparmi delle famiglie italiane che unitamente all’incerta, e spesso scarsa, redditività degli investimenti finanziari e alla stessa inflazione, stimolano il cittadino verso l’investimento immobiliare».

«Sempre più famiglie Italiane decidono di canalizzare i propri risparmi nell’immobiliare – ha affermato il presidente nazionale di Fiaip Gian Battista Baccarini – pertanto, il legislatore ha il dovere di proteggere e incentivare questo investimento attraverso politiche governative attive orientate a ridurre la fiscalità immobiliare e agevolare la transizione digitale ed energetica del Paese».
Dopo un anno di frenata, «il 2021 ha segnato un significativo aumento degli acquisti di case efficientate e da efficientare grazie ai bonus fiscali e, in particolare, al Superbonus 110% – ha concluso Baccarini –. Per agevolare il processo di transizione energetica immobiliare, è necessario consolidare politiche governative attive orientate a rendere strutturali tutti i bonus fiscali, estendere il Superbonus 110% all’intero patrimonio immobiliare, e agevolarne l’accesso armonizzando tempi e aliquote di tutti gli incentivi legati agli immobili».

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