welfare e autonomie locali

Case popolari, a Ferrara italiani i primi 157 in graduatoria

Il sindaco Fabbri (Lega): “Abbiamo ristabilito una equità sociale che era stata cancellata dai finti buonismi delle amministrazioni Pd”

Settimo Torinese, nelle nuove case popolari dove lavoro' Primo Levi

2' di lettura

Tutte famiglie italiane, in condizioni di necessità, nelle prime 157 posizioni della nuova graduatoria di assegnazione delle case popolari a Ferrara. È il risultato definito “rivoluzionario” dal sindaco leghista Alan Fabbri, raggiunto grazie al nuovo regolamento elaborato dalla giunta che ha valorizzato la residenzialità storica dei richiedenti e aperto l'accesso agli alloggi Acer a nuove categorie di assegnatari. “Abbiamo ristabilito una equità sociale che era stata cancellata dai finti buonismi delle amministrazioni Pd”, commenta Fabbri. I 157 (su 746 domande) comprendono anche nuclei familiari stranieri che hanno acquisito la cittadinanza.

“Abbiamo garantito il diritto alla casa alle famiglie che da più tempo risiedono nel nostro Comune che erano da anni penalizzate”, spiega Fabbri, primo cittadino a Ferrara dal 2019, il primo di centro-destra dal secondo dopoguerra. La 32ma graduatoria per l'assegnazione, definita oggi, è la prima formulata in base ai nuovi criteri. In particolare, ad oggi, 259 sono le domande accolte in via definitiva, 473 quelle ammesse con riserva e 14 le escluse.

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Valorizzata la “residenzialità storica”

“Il criterio della residenzialità storica valorizza chi da più tempo abita nella nostra città, italiano o immigrato che sia, e chi lavora e vive Ferrara contribuendo alla sua crescita e al suo sviluppo - prosegue il sindaco - assegnando un punteggio per ogni anno di vita a Ferrara. Oltre a questo abbiamo valorizzato le giovani coppie e i nuclei monogenitoriali, compresi quelli separati con figli, andando incontro a quelle che sono le nuove e reali necessità della popolazione. Abbiamo messo in piedi una rivoluzione dolce che porta con se un significato importante: la casa popolare non deve più essere considerata un servizio dedicato quasi esclusivamente alle famiglie immigrate, ma un servizio a disposizione di tutti, utile alle famiglie come momento di passaggio che sostiene le famiglie nella ricerca di una autonomia economica futura”.

L’Asgi pronta a un ricorso

L’anno passato l'amministrazione ferrarese era finita al centro di polemiche per i buoni spesa assegnati alle persone in difficoltà per la crisi economica, stabilendo il requisito del permesso di soggiorno per gli stranieri extra Ue e una priorità a favore degli italiani. Una “condotta discriminatoria” secondo il tribunale, che aveva accolto un ricorso presentato da Asgi (Associazione degli studi giuridici sull'immigrazione) e dai sindacati, costringendo il Comune a rivedere i criteri. Ora sempre l'Asgi, attraverso l'avvocato Alberto Guariso, intende impugnare la delibera sulle case popolari. L'associazione ha dalla sua parte due precedenti significativi, in Lombardia.

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