LE INDAGINI DELLA GDF

Case vacanza in nero: al Fisco sfuggono due affitti su tre

Due affitti su tre sono risultati irregolari. Il business delle case vacanze e delle locazioni in nero, così come quello dei Bed&Breakfast o del lavoro irregolare torna puntualmente a fiorire d’estate. Nel piano straordinario di controlli estivi la Guardia di Finanza è andata a colpo sicuro

di Marco Mobili


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3' di lettura

Due affitti su tre sono risultati irregolari. Il business delle case vacanze e delle locazioni in nero, così come quello dei Bed&Breakfast o del lavoro irregolare torna puntualmente a fiorire d’estate. Nel piano straordinario di controlli estivi la Guardia di Finanza è andata a colpo sicuro. Nel settore immobiliare, dei 404 controlli effettuati da inizio giugno al 5 agosto scorso sono stai 256 quelli risultati irregolari.

Le violazioni riscontrate dalla Fiamme Gialle sono state 1.680 e si sono concentrate nelle cinque regioni a più forte vocazione turistica: Sardegna, Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Lazio.

Un’attività di controllo e analisi del rischio realizzata a monte e andando prima a incrociare dati e informazioni raccolte sui data base e poi colpendo direttamente sul territorio con i controlli sul posto. Le spie dell’evasione, per gli affitti in nero, si sono evolute e spesso corrono su internet. Come spiegano dal Comando generale della Guardia di Finanza la prima analisi parte dalla rete web e dalla pubblicità delle offerte commerciali per case vacanze, B&B, viaggi e soggiorni.

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Da questi incroci, ad esempio, ha preso il via l’indagine della procura di Genova per una possibile evasione milionaria Iva nelle operazioni di intermediazione di Booking.com sugli affitti delle abitazioni di privati senza partite Iva (si veda Il Sole 24 Ore del 30 luglio scorso). Non solo. Altro campanello d’allarme utilizzato dalla Gdf nella caccia agli affitti in nero sono i posti letto dichiarati agli enti territoriali che poi risultano ben lontani e inferiori a quelli riscontrati al momento dei controlli sul posto. Tra i dati utilizzati e che spesso fanno emergere comportamenti evasivi o irregolari anche le comunicazioni rilasciate al Comune o quelle obbligatorie alle prefetture per soggiorni superiori a determinati periodi.

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Anche sul fronte del lavoro irregolare i controlli straordinari della campagna estiva hanno già fornito risultati importanti. Rispetto allo stesso periodo sono più che triplicati i lavoratori sottratti allo sfruttamento della manodopera. Secondo il primo step di risultati al 5 agosto sono 6.483 i lavoratori irregolari di cui il 42% stranieri e 24 minorenni. I controlli in alcuni stabilimenti balneari, ad esempio, hanno fatto emergere lavoratori privi di documenti validi con visti turistici scaduti o permessi di soggiorno irregolari. Non cessa il caporalato e anche i concerti dell’estate nei grandi stadi sono fonte di innesco per operazioni mirate per stanare lavoratori in nero, clandestini e sottopagati. Per smontare e ripulire il palco nell’Olimpico di Roma la paga è stata di 4 euro l’ora.

L’estate per le Fiamme Gialle spesso diventa sinonimo di abusivismo commerciale. Sono 2.768 i venditori che oltre ad operare senza alcuna autorizzazione o licenza non hanno mai dichiarato nulla al Fisco o non hanno mai installato apparecchi per l’emissione degli scontrini. Gli articoli contraffatti o non sicuri sequestrati hanno toccato quota 90 milioni in poco più di due mesi di controlli con una media di quasi 1 milione e mezzo di pezzi al giorno tolti dal mercato. In questo caso il percorso dei controlli è inverso. Il sequestro effettuato nelle città d’arte e nelle località di villeggiatura ha consentito di risalire la filiera del falso fino ai produttori o agli importatori e ai centri di smistamento della merce illegale.

Giochi e le scommesse illegali, così come le bionde di contrabbando, hanno fornito il loro contributo nei risultati del piano di controllo straordinario della Gdf. Sul gaming sono 157 gli interventi effettuati che hanno fatto emergere 233 slot irregolari, 51 punti di scommesse clandestine.

Gli esodi estivi sono sempre stati motivo di innesco per stanare le frodi alle pompe di benzina. Dal Sud al Nord d’Italia sono numerosi i casi di stoccaggio e utilizzo di oli e carburanti di contrabbando: a Napoli il traffico irregolare di gasolio ha fatto emergere oltre 17 milioni di accisa evasa con il sequestro di 4 stazioni di servizio.

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