PAGAMENTI DIGITALI

Cashback, la beffa di dicembre: tanto tempo per registrarsi ma rischio mini-rimborsi

Poche le risorse disponibili e le restituzioni medie potrebbero essere molto inferiori ai 150 euro. Prime aperture per considerare validi gli acquisti fino al 6 gennaio

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Cashback al via, ma la app IO non funziona

4' di lettura

Come la montagna che partorisce il topolino, il cashback rischia di trasformarsi in un piccolo contentino. Almeno per il primo mese di debutto. Ore e ore di attesa per riuscire a registrarsi sull’app «Io», tanta attesa, difficoltà a pagare con moneta elettronica piccoli acquisti. Tutto per ottenere un premio che non arriverà prima di fine febbraio. Ma effettivamente quanti potranno davvero ottenere i 150 euro fissati come importo massimo per il cashback di Natale? Probabilmente pochi. E non solo perché vorrebbe dire che si è riusciti a fare 1.500 euro di acquisti con un minimo di transazioni entro il 31 dicembre. Ma soprattutto perché i fondi stanziati almeno per il debutto potrebbero rivelarsi insufficienti. E a metterlo nero su bianco è lo stesso regolamento sul cashback (Dm Economia 156/2020) che al debutto 2020 dell’operazione destina 227,9 milioni con un esplicito paletto: «Qualora la predetta risorsa finanziaria non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo è proporzionalmente ridotto». Come a dire, se i soldi non bastano i rimborsi saranno ridotti in proporzione per tutti.

Iscritti già a quota 3,6 milioni

All’11 dicembre, infatti, erano 3,6 milioni i cittadini che si sono registrati al programma per il rimborso di Stato per quasi 5,2 milioni di strumenti di pagamento elettronici. Ma siccome la restituzione è pro capite e ognuno può associare al proprio profilo (e al proprio codice fiscale) più di uno strumento è a quei 3,6 milioni che bisogna guardare, sempre che non aumentino ancora visto che i download dell’app «Io» sono stati 8,6 milioni e non è improbabile che in molti abbiano solo congelato e rinviato l’iscrizione al programma cashback viste le difficoltà tecnologiche che si sono presentate nei primi giorni.

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Rimborsi medi di appena 63 euro

Ebbene, il problema nasce dal fatto che sul piatto per il primo mese di dicembre sul piatto ci sono appena 227,9 milioni di euro. Quindi, ipotizzando che i 3,6 milioni già registrati raggiungano tutti il minimo delle 10 operazioni richieste, ci sarebbero risorse disponibili in media per 63,3 euro ciascuno, quindi meno della metà dei 150 euro potenzialmente raggiungibili. Naturalmente poi dipenderà da quanto concretamente ognuno spenderà, ma alla fine il paradosso è che possa essere riconosciuto il 10% di una spesa complessiva di 633 euro. Davvero poco.

Più risorse per 2021 e 2022

In realtà, l’obiettivo è di più ampio respiro e strutturato sui tre semestri successivi ed è finalizzato a concorrere insieme agli altri pilastri del piano «Italia cashless» a ridurre l’utilizzo di contante, favorire la tracciabilità e anche la compliance fiscale. Per questo dal 2021 ci saranno a disposizione 1,367 miliardi per il primo semestre e 1,347 miliardi per il secondo settembre. Anche per il primo semestre 2022 ci sarà a disposizione quest’ultima cifra. Ma anche in questi casi vale lo stesso paletto: «Qualora le predette risorse finanziarie non consentano per i suddetti periodi il pagamento integrale dei rimborsi spettanti, gli stessi sono proporzionalmente ridotti».

Inoltre il montepremi è destinato ad aumentare perché, oltre ai 150 euro ma con un minimo di 50 operazioni, ogni semestre c’è il miraggio del supercashback con 1.500 euro destinati ai primi centomila che faranno più acquisti con moneta elettronica. Anche se, come prevede il regolamento, a parità di numero di transazioni effettuate si troverà in una posizione migliore in graduatoria il cittadino la cui ultima transazione è temporalmente precedente a quella dei pari merito.

L’ipotesi di proroga al 6 gennaio

Resta, comunque, il miraggio di un mini-premio per il debutto sperimentale di dicembre a meno che il Governo non decida (e non trovi, quindi, le coperture adeguate) per il rifinanziamento. E potrebbe non essere l’unica modifica. Dopo le difficoltà del debutto, infatti, potrebbe profilarsi la possibilità di considerare validi gli acquisti fino al 6 gennaio. Uno spiraglio si è aperto durante il question time in commissione Trasporti alla Camera a cui ha risposto il ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano.

«Grazie a una mia proposta di buon senso il ministro dell’innovazione, Paola Pisano, ha aperto durante il question time in commissione Trasporti alla possibilità di prorogare fino al 6 gennaio», ha spiegato Giorgio Mulè di Forza Italia. «Si tratterebbe di una misura di buon senso – ha aggiunto Mulè - per porre rimedio ai disagi che gli italiani stanno avendo per registrarsi sulla app Io. Con la proroga al 6 gennaio sarebbero così assorbiti anche i 5 giorni, dall’8 al 13 dicembre, previsti come periodo sperimentale dal Governo. Non è accettabile, infatti, che sia stato dato agli italiani un termine perentorio per i 10 pagamenti dall’8 al 31 dicembre e poi il cittadino non sia stato messo nelle condizioni di ottemperare a questa scadenza, viste le difficoltà riscontrate nell’utilizzo dell’app Io e la chiusura di molti esercizi commerciali durante il periodo di festività».

Per farlo però vanno superati almeno due problemi. Modificare il regolamento e gestire l’incrocio con la partenza del cashback “ordinario” per gli acquisti dal 2021. E, considerate le difficoltà del debutto, non è detto che la soluzione si riveli davvero vantaggiosa.

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