Manovra

Cashback, verso la cancellazione del programma anti evasione del governo Conte

Fortemente voluto dall’allora premier (che l’aveva inserito anche nella versione di allora del Recovery plan italiano) e sostenuto dai Cinque Stelle, il programma metteva nel mirino l’uso del contante nelle transazioni quotidiane

di Andrea Carli

Cashback, ecco come cambiano le regole da gennaio

3' di lettura

Il condizionale è ancora d’obbligo, almeno fino a quando sarà consultabile in Gazzetta ufficiale il testo definitivo del Ddl di bilancio, che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri. Ma la bozza del provvedimento parla chiaro: le due “vetture di punta” del Piano Italia Cashless , Cashback e SuperCashback - fino a qualche giorno fa ancora previste anche per il primo semestre del 2022 - sono destinate a rientrare ai box.

E questa volta le due macchine messe in pista dal Governo Conte due a trazione M5s-Pd per ridurre l’uso del contante e incentivare l’uso di carte e app di pagamento, il tutto in funzione anti evasione, potrebbero abbandonare in via definitiva le corse, cancellate, appunto, dalla nuova manovra. E ciò dopo aver affrontato nell’ultimo anno tornanti e salite, soprattutto dopo che a Palazzo Chigi è subentrata una nuova squadra. È il tramonto del Cashback.

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Cavallo di battaglia del Conte uno

Avviato in via sperimentale durante le festività natalizie dello scorso anno ed entrato a regime all’inizio del 2021 (il primo semestre dell’anno si è chiuso con quasi nove milioni di registrazioni), fortemente voluto dall’allora premier Giuseppe Conte (che l’aveva inserito anche nella versione di allora del Recovery plan italiano) e sostenuto dai Cinque Stelle, il programma metteva nel mirino l’uso del contante nelle transazioni quotidiane. Obiettivo: creare le condizioni per far emergere molte operazioni in nero. Il Cashback prometteva di ottenere il rimborso del 10% sull’importo degli acquisti con le carte. Quanto invece al Super Cashback, ogni sei mesi i primi 100.000 che avessero fatto più operazioni avrebbero ottenuto 1.500 euro. Già sospeso per sei mesi dal decreto fisco-lavoro (dl 99/2021) ovvero dallo scorso luglio fino alla fine di quest’anno, peraltro non senza fibrillazioni all’interno della maggioranza, pressing da parte di Fratelli d’Italia dall’opposizione e barricate alzate dai Cinque Stelle, l’ultima novità è che il programma viene archiviato anche nel 2022, mettendo a disposizione 1,5 miliardi per la copertura della riforma degli ammortizzatori sociali.

Le perplessità di Draghi

Un programma anti evasione che non ha mai convinto il presidente del Consiglio attuale. In occasione del primo stop, Draghi ne ha parlato come di una misura che «ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori», come aree urbane e al Nord, rischiando di accentuare le sperequazioni economiche».

I furbetti

Non sono mancati casi di distorsioni in particolare sul fronte dei micropagamenti che, se ripetuti, hanno consentito di scalare le classifiche per ottenere il supercashback da 1.500 euro previsto per i primi 100mila che utilizzavano di più e carte. Non sono stati pochi i casi in cui anche un pagamento di 10 euro è stato frazionato in tanti pagamenti digitali da 0,50 centesimi. C’è chi ha spostato soldi da un conto all’altro utilizzando i nuovi pos portatili. Tanto che alla fine il gestore del Cashback, prima che l’esecutivo decidesse di sospendere il programma, ha fatto partire una campagna di controlli mirati nei confronti di chi sulla base di pagamenti frazionati ha cercato di aumentare il loro numero di transizioni proprio per cercare di rientrare tra i vincitori del Super Cashback. Poi la sospensione.

SuperCashback nel mirino della Corte dei conti: premio eccessivo

A fine maggio è il Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021 della Corte dei conti a mettere nel mirino il SuperCashback: «Allo scopo di contenere gli abusi - che i dati forniti dal Dipartimento (delle Finanze ndr) alla data del 30 aprile sembrano confermare - potrebbe essere opportuno limitare il numero di operazioni effettuabili con lo stesso operatore nell’arco della medesima giornata (anche se con carte diverse), limitando in questo modo anche il probabile frazionamento artificioso degli acquisti. La misura del premio, 1500 euro ai primi 100 mila utenti per numero di operazioni nel semestre, appare inoltre eccessiva».

A dicembre 2020 il faro della Bce

Ancora prima, a dicembre 2020 il programma anti evasione era finito ancora una volta sotto la lente della Bce. Con una lettera inviata al ministro dell’Economia di allora Roberto Gualtieri su carta intestata della Banca Centrale Europea. Nella lettera l’istituto lamentava di non essere stato informato preventivamente per una norma che ha impatto sulla circolazione di denaro.

Conte, su lotta evasione governo doveva osare di più

La scelta è stata ampiamente criticata dal leader dei Cinque Stelle. Sul mancato ripristino del Cashback, ha attaccato, «il Governo avrebbe dovuto osare di più e non lasciarsi distrarre dai partiti che declamano di voler abbassare le tasse ma fanno finta di non capire che l’unico modo serio e sostenibile per ottenere questo risultato è che tutti paghino le tasse perché tutti paghino meno». «Ci spiace constatare (ma se pensiamo alle tradizionali strizzate d’occhio di alcuni partiti all’evasione) che non tutti tengono, come il M5S, a un vero piano anti-evasione», ha aggiunto.

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