Pagamenti digitali

Cashback, con quasi 9 milioni di registrazioni si chiude il 1° semestre 2021

Oltre 780 milioni di transazioni e 16,4 milioni di strumenti digitali di pagamento registrati sull’Ap Io. Importo medio dello scontrino di 35,6 euro. Dal 1° luglio si riazzera il contatore

Cashback, fase sperimentale chiusa con 222 mln di rimborsi

3' di lettura

Il cashback, spesso sommerso dalle critiche e finito nel mirino di maggioranza e opposizione per finalizzare sui ristori alle imprese in crisi i circa 3 miliardi di risorse stanziati dal Governo Conte, sembra al contrario piacere sempre più agli italiani. Dall’inizio del programma ad oggi sono già 8,9 milioni i cittadini che hanno aderito, con un totale di 784,4 milioni di transazioni elaborate e 1 6,4 milioni di strumenti di pagamento attivati. Sono i numeri del primo semestre che si conclude il 30 giugno. Occorre ricordare che il meccanismo premiale introdotto per incentivare l'uso della moneta elettronica era stato avviato, con un'operazione straordinaria, nel mese di dicembre 2020 proprio a ridosso delle festività natalizie.

Bilancio dei primi sei mesi

Nel primo semestre - dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 - gli utenti con transazioni valide sono 7,85 milioni (e 720 milioni le transazioni elaborate). Di questi sono almeno 5,89 milioni quelli che hanno già effettuato 50 o più transazioni e dunque ora dal mese di luglio si vedranno accreditare sul proprio conto corrente i 150 euro di rimborso. I restanti 1,95 milioni, a pochi giorni dalla conclusione del primo semestre, hanno effettuato tra 1 e 49 transazioni commerciali con carte o app e dunque al momento sarebbero fuori dal bonus.

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Le spese registrate per il premio

Come riporta la stessa Ap Io con cui il Governo gestisce l’operazione cashback, il maggior numero di operazioni è effettuato per acquisti tra i 25 e i 50 euro (il 21,4%): in particolare, lo scontrino medio di chi acquista partecipando al cashback è di 35,6 euro. Prende sempre più piede ad esempio il pagamento del caffè con la carta di credito o altri mezzi di pagamento digitale. Il 16,2% delle transazioni ha fatto registrare nel primo semestre 2021 importi inferiori ai 5 euro. Più alto è l'importo più bassa è invece i la percentuale di operazioni registrate: solo 0,84% delle transazioni è per acquisti superiori ai 300 euro.

Dal 1° luglio 2021 riparte il contatore

Il programma cashback, inserito nel più ampio piano nazionale di transizione ai pagamenti digitali definito cashless Italia, prevede tre trimestri fino al giugno 2022. Il secondo semestre parte giovedì 1° luglio, con le stesse regole. Ogni sei mesi si può ottenere un rimborso massimo di 150 euro (300 euro annui). Le spese registrate per accedere al premio non hanno limiti di importo, pongono come unico vincolo l'utilizzo di carte o altri strumenti di pagamento digitale. Per ogni acquisto il contribuente recupera il 10% del valore della transazione, fino ad un massimo di 15 euro per ogni singola operazione. Per aver diritto al premio semestrale di 150 euro occorre effettuare nei sei mesi, in questo caso dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, almeno 50 transazioni valide. Oltre questo numero tutte le altre operazioni non daranno diritto al premio ma saranno inserite nel più ampio conteggio per il cosiddetto “Super Cashback” da 1.500 euro che va ai primi 100mila che nel semestre hanno totalizzato il maggior numero di transazioni.

Stop ai furbetti

Prima della chiusura del primo semestre 2021 il gestore del cashback ha fatto partire una campagna mirata di controlli nei confronti dei cittadini che con pagamenti frazionati hanno aumentato il loro numero di transazioni proprio per cercare di rientrare tra i vincitori del Super Cashback. Non sono stati pochi i casi in cui anche un pagamento di 10 euro è stato frazionato in tanti pagamenti digitali da 0,50 centesimi. C'è chi ha spostato soldi da un conto all'altro utilizzando i nuovi pos portatili. Insomma, i casi non sono stati poi cosi pochi e per questo l'Ap Io ha invitato, rigorosamente in via digitale direttamente sull'ap dei contribuenti, i sospetti furbetti a motivare entro 7 giorni dalla notifica dell’avviso i singoli pagamenti ritenuti poco chiari.

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