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Cashmere sostenibile per il brand 120%

di Giulia Crivelli

3' di lettura

«Può capitare di sognare in grandissimo, specie sentendo certe cifre o percentuali di crescita di alcune recenti storie di successo del settore del lusso. Ma la verità è che siamo contenti della nostra storia di brand di nicchia e questo continueremo a essere, pur facendo un passo avanti ad ogni stagione».

Alberto Peretto, fondatore e amministratore delegato della bolognese Palladium Moda,presenta così la sua azienda e il suo marchio. O meglio, i suoi marchi: all’inizio fu «120% lino», perché l’imprenditore e creativo si ispirò a una giacca vintage in lino bianco acquistata al mercatino londinese di Camden Town, simile a quella indossata da Klaus Kinski nell’ipnotico Fitzcarraldo e forse unico elemento tranquillizzante del film di Werner Herzog del 1982 e del suo protagonista. Da qualche anno a lino e seta, da sempre usati sia per le collezioni estive sia per quelle invernali, si è aggiunto il più nobile dei filati ed è nata così la linea «120% cashmere».

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«Stiamo ancora imparando a lavorare e integrare al meglio nel nostro stile questa incredibile fibra naturale – spiega Peretto –. Ma una scelta è chiara: proprio perché consideriamo il cashmere tanto prezioso, utilizziamo quello riciclato. Crediamo molto nella sostenibilità ambientale e sociale di ogni impresa, in primis di quelle con una filiera lunga e complessa come le aziende della moda. Ed è importante che questa consapevolezza sia maggiore nelle nuove generazioni, che sono ancora i clienti del futuro». L’export della Palladium è dell’85% e i principali mercati sono Stati Uniti e Giappone, ma c’è una buona distribuzione wholesale anche in Europa. Non sono mancati gli investimenti nel retail e pure in questo caso Peretto ha fatto scelte poco ortodosse: «A Milano abbiamo due boutique, lontane quanto basta dal quadrilatero della moda. Una, quella storica, è in corso Garibaldi. L’altra in via Pontaccio, anch’essa nel quartiere di Brera, che ho sempre amato per la sua bellezza discreta e per la presenza di molti negozi e showroom del mondo del design».

Ancora diversa la formula scelta per Miami e altre località a forte vocazione turistica: «In Florida siamo presenti da molti anni e nel 2016 abbiamo aperto il terzo monomarca all’interno del Brickell, shopping center di lusso talmente innovativo da sembrare una specie di resort – racconta Peretto –. Nelle nostre boutique oltre alle collezioni uomo e donna abbiamo quelle a marchio “120% casa”, che stiamo sviluppando con molta cura, ma senza fretta».

Passo dopo passo in poco più di 20 anni l’azienda è arrivata a 15 milioni di fatturato e per il 2018 il fondatore è ottimista, anche grazie all’investimento sui giovani, assunti sia nell’ufficio stile sia per posizioni più tecniche, spesso affiancati da collaboratori della prima ora di Peretto.

«Ho lo stesso entusiamo degli inizi quando, intorno a un tavolo, studiamo le collezioni e soprattutto pensiamo a nuove tinture, finissaggi, tecniche di riciclo – conclude il fondatore di “120% lino” –. Sperimentazioni che possono salvare vite umane o almeno migliorarle, se pensiamo che l’origine di fibre come il cashmere è dall’altra parte del mondo e non sempre sappiamo quali siano le condizioni di lavoro e quali sacrifici debbano fare pastori e allevatori per regalare a noi occidentali un maglione di cashmere». Quanto al canale internet, abbigliamento e accessori sono venduti online da alcuni clienti wholesale, ma uno dei “cantieri” aperti a Bologna è la costruzione di una piattaforma di e-commerce da gestire internamente.

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