Emergenza coronavirus

Covid, in Sardegna coprifuoco nel comune dei pensionati

Zona rossa di dieci giorni per Fluminimaggiore, centro dell’Iglesiente candidato a diventare residenza diffusa per anziani del resto d'Italia

di Davide Madeddu

I dati dei vaccinati al 26 novembre 2021

4' di lettura

Cresce il numero dei contagiati e a Fluminimaggiore, l’aspirante “happy village” della Sardegna scatta il coprifuoco da zona rossa. Per dieci giorni nel centro di 3.500 anime dell’Iglesiente, candidato a diventare (attraverso una cooperativa di comunità e un progetto che coinvolge abitanti e Comune) residenza diffusa per anziani del resto d'Italia e dell'Europa, resterà off limits.

Crescono i contagi

A far scattare il provvedimento di chiusura e restrizioni forti sono stati gli ultimi dati relativi ai contagi registrati nel piccolo centro. Ancora non c’è l'ufficialità ma in municipio si parla di una quarantina di nuovi casi. Numeri significativi che hanno spinto il sindaco Marco Corrias a emanare l’ordinanza con cui si dispongono restrizioni drastiche.

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L’ordinanza

«Considerata la situazione di emergenza derivante dal riacutizzarsi della situazione pandemica nella quale versa attualmente il Comune di Fluminimaggiore - si legge nell'ordinanza -, a fronte dell’aumento dei casi di positività al Covid -19 avvenuto nelle ultime 48 ore e suscettibile, ad un’attenta valutazione eseguita con il contributo dei locali medici di base, della possibilità di un aumento progressivo ed esponenziale dei casi positivi, si ritiene opportuno adottare le più drastiche e opportune misure di prevenzione e contenimento del contagio rispetto a quelle già stabilite dal Ministero della Salute e dalla Regione Sardegna».

A preoccupare l’amministrazione anche «l’espansione dei focolai all’interno della comunità di Fluminimaggiore che, di fatto, configura una situazione di elevato rischio di evoluzione del contagio».

Si chiude

Per dieci giorni sarà in vigore l’obbligo di mascherine per la protezione delle vie respiratorie. Non solo, vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio comunale salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute con autocertificazione. È consentito sempre il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. È consentito l’ingresso in entrata e in uscita per viaggi che siano stati prenotati in aereo o nave prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza. Non solo, vietato circolare o sostare al di fuori della propria residenza o domicilio dalle 22 alle 5 «se non per motivi di lavoro e salute». Vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose anche all’interno di abitazioni private. Prevista e disposta la quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva.

Gli spostamenti negli orti

Restrizioni anche per chi si muove per andare in campagna o deve raggiungere gli spazi dove alleva animali. «È consentito, a un solo componente del nucleo familiare, per non più di una volta al giorno - prosegue l'ordinanza -, lo spostamento per gli interventi necessari alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali da cortile, consistenti nelle operazioni colturali che la stagione impone, ovvero per accudire gli animali allevati». Quanto al transito sui territori in zona rossa «è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del sopracitato decreto».

Scuole chiuse

Per i dieci giorni disposta la chiusura delle attività scolastiche e didattiche di ogni ordine e grado. «Resta salva la possibilità di svolgere attività con modalità a distanza». Sospesi, inoltre, i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sia sul territorio nazionale sia all'estero e le attività extrascolastiche.

Attività religiose

Sospese tutte le cerimonie civili e religiose. Nell'ordinanza previste limitazioni dell'ingresso nei luoghi di culto «nel rispetto dei protocolli Covid e sanitari predisposti dalla Chiesa Cattolica e dalle altre confessioni religiose»

Negozi e ristorazione

Stop al mercato settimanale all’aperto, mentre restano aperte tutte le attività commerciali. I divieti riguardano invece il consumo di cibi e bevande all'interno di ristoranti e pizzerie e nelle loro adiacenze. Nei ristoranti pizzerie dalle 5 alle 22 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande. Consentita la consegna a domicilio senza limiti di orario ma «deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all'interno delle attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati».

Chiuse le altre attività di ristorazione, bar, pasticcerie e gelaerie comprese. Sospesa anche l’attività di parrucchieri, barbieri ed estetisti. Consentiti lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia, attività delle lavanderie industriali, tintorie e servizi di pompe funebri.

Sport con limitazioni

Disposta la chiusura temporanea di palestre, centri e impianti sportivi anche se privati. Sospese anche le attività sportive anche se svolte nei centri sportivi all'aperto, così come sono sospese tutte le competizioni. Consentita l'attività motoria individuale in prossimità della propria abitazione «purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. È altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale nel rispetto della distanza di almeno due metri».

Cultura e servizi comunali

Chiusi Centri culturali sociali e ricreativi e luoghi di aggregazione. L’ordinanza dispone lo stop agli spettacoli aperti al pubblico e all'aperto. Disposta, inoltre, la sospensione di iniziative, anche extrascolastiche, di eventi oltre che riunioni o assembramenti in pubblico e privato, compresi quelli di carattere ludico, sportivo, ricreativo e religioso. Chiuso al pubblico anche il comune « atte comunque salve le attività indifferibili e l'erogazione dei servizi essenziali. Il pubblico potrà interloquire con gli uffici attraverso i contatti reperibili sul sito istituzionale».

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