L’EMERGENZA COVID

Caso Alto Adige, troppi obiettori tra personale sanitario ed Rsa, si punta sugli over 80

L'assesore alla Sanità Thomas Widmann: «Scarsa cultura delle vaccinazioni tra gli altoatesini»

Coronavirus, i vaccinati alla data del 13 gennaio 2021

L'assesore alla Sanità Thomas Widmann: «Scarsa cultura delle vaccinazioni tra gli altoatesini»


2' di lettura

Il caso è destinato a entrare nel dibattito sulla campagna di vaccinazione da poco passata alla fase operativa. Un confronto acceso tra, per dirla con l’espressione a cui è ricorso il ministro della Salute Speranza in occasione dell’informativa alla Camera sulle misure del prossimo Dpcm anti Covid, i «fan della scienza e primitivi delle caverne».

In Alto Adige circa la metà degli operatori negli ospedali e nelle Rsa non si è ancora sottoposta al vaccino. Non sempre si tratta di “no vax” agguerriti, ma di certo per adesso non si è assistito a una corsa per farsi vaccinare. A questo punto, con un certo anticipo e con il via libera del ministero della Salute, tocca già agli over 80 e alle altre categorie a rischio.

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«Scarsa cultura delle vaccinazioni tra gli altoatesini»

La Provincia di Bolzano attualmente è fanalino di coda nella somministrazione dei vaccini. Secondo l'assesore alla sanità Thomas Widmann, visto che non c'è abbastanza personale disposto a farsi vaccinare, in accordo con Roma, vengono anticipate le altre categorie. L'obiettivo è somministrare entro la settimana il 60% delle dosi consegnate. Widmann ha lamentato una «scarsa cultura delle vaccinazioni» tra gli altoatesini, che dimostrano anche i dati delle vaccinazioni anti-influenzali degli scorsi anni e ha annunciato una campagna di informazione e sensibilizzazione a riguardo.

Solo il 50,2% del personale sanitario dell’Asl ha effettuato il vaccino Pfizer

Il movimento no vax è ben radicato in Alto Adige. Per il momento solo il 50,2% del personale sanitario dell'Asl, ovvero 5.062 addetti, ha ricevuto il vaccino Pfizer. Secondo l'assessore, vanno però presi in considerazione i 444 operatori sanitari attualmente infetti, che non possono essere vaccinati, come anche 1.549 operatori guariti nell'Asl e 1.399 nelle Rsa. Secondo Widmann, «sarebbe eticamente opportuno aderire alla campagna per proteggere in questo modo i pazienti, ma questo con l'attuale normativa non può essere imposto e resta su base volontaria».

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