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Caso Blake, lo sport americano si ferma per protestare contro il razzismo

L’Nba rinvia i tre incontri di playoff, stop anche a baseball e calcio per chiedere giustizia dopo i sette colpi sparati dalla polizia all’afroamericano in Wisconsin

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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Il campo di gioco delle finali dei playoff è rimasto vuoto ieri dopo il rifiuto dei giocatori a entrare in campo per protestare contro il razzismo (Afp)

L’Nba rinvia i tre incontri di playoff, stop anche a baseball e calcio per chiedere giustizia dopo i sette colpi sparati dalla polizia all’afroamericano in Wisconsin


5' di lettura

NEW YORK - Lo sport americano si ferma per chiedere giustizia dopo l’ennesimo caso di violenza contro un afroamericano e per protestare contro il razzismo. Il basket, il baseball e il calcio non hanno giocato ieri gli incontri in cartellone dopo il caso di Jacob Blake, l'uomo di 29 anni colpito con sette colpi di pistola alla schiena dalla polizia mentre saliva in auto a Kenosha, in Wisconsin qualche giorno fa.

Stop ai playoff di basket
L'Nba che sta disputando i playoff in isolamento per il coronavirus a Orlando ha deciso di rinviare tutte e tre le partite in cartellone. Il primo incontro a saltare è stata la gara 5 tra i Milwaukee Bucks, la squadra del Wisconsin, con gli Orlando Magic. I Bucks sono in vantaggio per 3-1 e rischiavano una pesante sanzione. Ma la lega di basket ha deciso di rinviare anche le altre due gare Houston Rockets contro Oklahoma Thunder e Los Angeles Lakers contro Portland Trail Blazers.

Fermi anche calcio e baseball
Fermo anche il calcio. «La Major League Soccer - si legge in una nota - ha preso la decisione di posporre le restanti cinque partite programmate per oggi: Miami-Atlanta, Dallas-Colorado, Real Salt Lake-LAFC, San Jose-Portland, LA Galaxy-Seattle. Gli incontri verranno recuperati in altra data».
La lega professionistica di baseball MLB ha annullato le due partite di ieri dopo che i Milwaukee Brewers hanno deciso di non scendere in campo contro i Cincinnati Reds. L'altra gara in programma San Francisco Giants contro Los Angeles Dodgers è stata rinviata. Non sono scese in campo neanche le squadre di basket femminile della Lega WNBA che hanno rinviato le partite in programma unendosi in solidarietà ai loro «fratelli della Nba».

Biden chiede inchiesta indipendente
In un tweet l'ex presidente Barack Obama sostiene la protesta degli atleti americani: “Lodo i giocatori dei Bucks che hanno preso posizione per ciò' in cui credono”. I repubblicani nel terzo giorno della convention, ieri per voce di Lara Trump, la moglie del figlio Eric, sono tornati ad attaccare i democratici accusati di voler togliere le risorse alla polizia e di sostenere le proteste. Il candidato democratico Joe Biden ha chiesto un'inchiesta indipendente sulla vicenda.

La ricostruzione dell’episodio
Nel video diventato virale della sparatoria, girato con uno smartphone, si vede Jacob Blake, 29 anni, che gira attorno al suo Suv grigio seguito da due poliziotti. L'uomo apre la portiera e sale mentre i due poliziotti, uno dietro l'altro, gli puntano le pistole. Si sentono sette colpi di pistola. Sparati alla schiena. Blake si accascia da un lato del veicolo. Con i tre figli piccoli che assistono alla scena seduti dietro.

La città nel profondo Midwest bianco
L'episodio è accaduto domenica pomeriggio a Kenosha, città di 100mila abitanti sul lago Michigan, in Wisconsin, un tempo piccolo centro industriale legato all'industria dell'auto, oggi città dormitorio, a metà strada tra Mikwaukee e Chicago. Profondo Midwest dove il sindaco e il capo della polizia sono bianchi come il 67% degli abitanti, il 17% latinos, l'11% black. Il 17% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

La testimonianza
Blake rimarrà paralizzato: i colpi gli hanno lesionato la spina dorsale e oltrepassato degli organi vitali e delle vertebre, hanno raccontato i sanitari che lo hanno operato d'urgenza. E' un miracolo che sia ancora vivo. Non si conoscono i nomi dei poliziotti, non sono al momento sotto inchiesta. Si sa che sono stati sospesi in via cautelare. Il Dipartimento di Giustizia del Wisconsin ha aperto un'indagine, ma non ha fornito altri particolari. Il giovane che ha girato il video, Raysean White, 22 anni, ha raccontato di aver visto Blake discutere con tre poliziotti e di averli sentiti urlare: lascia il coltello, lascia il coltello, prima degli spari. Ma ha detto di non aver visto nessun coltello nelle mani di Blake.

La lite tra donne sul marciapiede
Il governatore democratico dello stato Tony Evers del Wisconsin ha confermato che l'uomo gravemente ferito non aveva un coltello né nessuna altra arma, secondo le informazioni in suo possesso. Tutto sarebbe scaturito da un tentativo di Blake di dirimere un litigio tra sei-sette donne sul marciapiede. E' sceso per questo dalla sua auto dicendo ai bambini di restare seduti. L'episodio, l'ennesimo di violenza della polizia contro un afroamericano, ha fatto riaccendere le proteste. A pochi mesi dall'uccisione di George Floyd a Minneapolis, soffocato dal ginocchio sul collo di un poliziotto durante un controllo.

Due manifestanti uccisi
A Kenosha il sindaco John Antarmian ha deciso il coprifuoco. Ma da quattro giorni continuano le proteste per chiedere giustizia e anche gli episodi di devastazione. Almeno 30 esercizi commerciali distrutti. Auto date al fuoco, lacrimogeni, cariche, 250 membri della Guardia nazionale richiamati dal governatore che ha dichiarato lo stato di emergenza. Non è bastato ad evitare le morti. La notte scorsa due manifestanti sono stati uccisi e un terzo ferito da un Kyle Rittenhouse, un diciassettenne bianco, non è chiaro se da solo o componente di milizie armate di ultra destra, che ha aperto il fuoco con un fucile contro i manifestanti.

«White silence is violence»
Proteste del movimento Black Lives Matters si sono riaccese in altre città. Nel downtown di Los Angeles. A New York a Times Square con un gruppo di dimostranti che ha marciato fino al ponte di Brooklyn. A Washington hanno protestato per solidarietà agli afroamericani un gruppo di giovani bianchi che si sono avvicinati ad alcuni avventori bianchi seduti ai tavolini al di fuori dei ristoranti chiedendo di alzarsi gridando «White silence is violence», il silenzio dei bianchi è violenza. A Minneapolis, Seattle e Portland ci sono stati decine di arresti. .

La manifestazione di venerdì a Washington
La situazione è esplosiva. Alla vigilia della grande manifestazione per i diritti civili in programma a Washington venerdì. Dove al grido di “No Justice No Peace” migliaia di persone provenienti da tutto il paese si ritroveranno davanti al Lincoln Memorial per commemorare la storica Marcia per il lavoro e la libertà del 1963 di Martin Luther King, quella del famoso discorso “I have a dream” contro il razzismo. La protesta guidata dal reverendo Al Sharpton attivista dei movimento per i diritti civili e dal nipote Martin Luther King III si concentrerà sulle violenze della polizia, ricordando le ultime vittime: George Floyd, Breonna Taylor, Rashard Brooks, Ahmaud Arbery, Trayvon Martin, Eric Garner e ultimo Jacob Blake che lotta tra la vita e la morte in un letto di ospedale.

Polizia violenta
Non è il primo caso di violenza della polizia contro i civili a Kenosha. Nel 2004 Michael Bell, un ragazzo bianco di 21 anni, fu ucciso con un colpo di arma da fuoco alla tempia durante un controllo della polizia. Il padre, Michael sr. ha vinto la causa civile contro il comune e la polizia da 1,75 milioni di dollari: «Ci siamo di nuovo», ha detto a una tv locale dopo aver visto il video dei sette colpi sparati a Blake. «Gli hanno sparato sette volte. Sette volte. Come se non contasse niente. Ma mio figlio conta. E' un uomo e questo conta», ha detto il padre Jacob Blake senior. La madre ha chiesto ai manifestanti di protestare pacificamente. Le devastazioni dei negozi «non rappresentano mio figlio e la mia famiglia. Mio figlio non sarebbe contento delle violenze e delle distruzioni».

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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