ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCorte d’appello Torino

Caso Cospito, la procura chiede l’ergastolo

Secondo il Pg non ci sarebbero i presupposti per riconoscere le attenuanti. Processo ripreso dopo la sentenza della Consulta del 18 aprile scorso

di Patrizia Maciocchi

(IMAGOECONOMICA)

1' di lettura

La procura generale di Torino ha chiesto l’ergastolo per l’anarchico Alfredo Cospito. Malgrado il colpo di spugna della Consulta sulla norma che vieta al giudice di considerare eventuali circostanze attenuanti come prevalenti sulla circostanza aggravante della recidiva nei casi in cui il reato è punito con la pena edittale dell’ergastolo, secondo il Pg non ci sarebbero i presupposti per riconoscere le attenuanti all’anarchico.
Il processo è ripreso dopo che sulla vicenda si è espressa, il 18 aprile scorso, la Consulta aprendo allo sconto di pena, bocciando la norma che impedisce al giudice di valutare l’applicazione dell’attenuante nei delitti aggravati di strage. Nel procedimento Cospito è imputato perché ritenuto responsabile dell’esplosione di due ordigni, piazzati all’interno di due cassonetti all’ingresso dello stabile, che non causò morti né feriti. Per quella vicenda è stato condannato dalla Corte d'Appello a 20 anni di reclusione con l’accusa. Quando il caso è arrivato davanti alla Cassazione, i giudici hanno aggravato l’accusa nei confronti dell'imputato in «strage contro la sicurezza dello Stato», e rinviato il procedimento alla Corte d’Appello di Torino, per rideterminare la pena.

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