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Caso Fiber, Conte: astenuto da decisioni su Retelit, lo farò ancora

Il premier ha dichiarato di aver accettato l’incarico di redigere il parere per la società Fiber 4.0 quando non ancora era stato designato Presidente del Consiglio, «in un momento in cui io stesso non potevo immaginare che di lì a poco sarebbe nato un esecutivo da me presieduto, che poi sarebbe stato chiamato a decidere sull'esercizio o meno della c.d. Golden Power con riguardo all'operazione Retelit»

(REUTERS)

2' di lettura

«Ho accettato l’incarico di redigere il parere per la società Fiber 4.0 quando non ancora ero stato designato Presidente del Consiglio, in un momento in cui io stesso non potevo immaginare che di lì a poco sarebbe nato un esecutivo da me presieduto, che poi sarebbe stato chiamato a
decidere sull'esercizio o meno della c.d. Golden Power con riguardo all'operazione Retelit». Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte nell'informativa alla Camera sul caso Fiber 4.0, il gruppo lambito dalle indagini del promotore di giustizia vaticana e coinvolto nel controllo della Reselit, compagnia di telecomunicazioni italiana.

Non solo. Il parere reso a Fiber «non ha avuto come oggetto la decisione circa l'opportunità di esercitare o meno la Golden Power, competenza questa del Governo, ma ha riguardato esclusivamente l'applicabilità o meno della relativa disciplina. E, quindi, la necessità di notificare o meno l'operazione al Governo, competenza questa della Società».

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Conte: astenuto da decisioni su Retelit, lo farò ancora
Nessuna incompatibilità o conflitto di interessi dunque, secondo il presidente del Consiglio. «Non ricorre certo una situazione di incompatibilità e quanto al potenziale conflitto di interessi, ove ravvisato - ha dichiarato Conte - il rimedio affinché la cura degli interessi pubblici non sia distorta da un possibile interesse personale è l’astensione. È a queste norme che mi sono attenuto in maniera scrupolosa ed estremamente cautelativa, astenendomi dal partecipare a tutti i procedimenti su Retelit. Ed è ciò che continuerò a fare nella eventualità che procedimenti riguardanti Retelit possa richiedere la mia partecipazione».

Ecco perché, «al fine di evitare ogni possibile forma di conflitto di interessi, anche solo indiretto, una volta investito della carica di Presidente del Consiglio mi sono astenuto da qualsivoglia attività o da qualsivoglia forma di coinvolgimento, formale e sostanziale, riguardanti la decisione circa l’esercizio della Golden Power nell'operazione Retelit».

Conte su Fiber: non sapevo legame con finanze Vaticano
«Al fine di redigere il parere (e rispondere al quesito giuridico che gli era stato sottoposto), ho esaminato i documenti che mi sono stati inviati - ha aggiunto Conte - senza mai incontrare gli amministratori o gli azionisti della Società (Fiber, ndr). Non ero dunque a conoscenza - né ero tenuto a conoscere - che tra gli investitori vi fosse il sig. Raffaele Mincione o che parte degli investimenti risalissero, come è stato ipotizzato da alcuni organi di stampa, alle finanze vaticane».

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