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Caso Glencore, mobilitazione degli Industriali sardi per salvare il rilancio

Confindustria Sardegna scrive a Pichetto Fratin: «Incomprensibile la decisione della Regione di richiedere la procedura di Valutazione di impatto ambientale

di Davide Madeddu

2' di lettura

Una mobilitazione trasversale per “salvare” il progetto pilota per la produzione di Litio promosso dalla Glencore attraverso la controllata Portovesme srl nell’area industriale di Portovesme nel sud Sardegna e ora in bilico. A chiedere l’intervento dei ministri delle Imprese Adolfo Urso e dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin è la Confindustria Sardegna Meridionale. Tutto ruota attorno alla decisione della Regione di richiedere la procedura di Valutazione di impatto ambientale, la cosiddetta Via, per la realizzazione del nuovo impianto dimostrativo per la produzione di carbonato di litio e ossidi di metalli misti che compongono le nuove batterie per veicoli elettrici. L’impianto pilota propedeutico poi alla costruzione, con un investimento di oltre 500 milioni di euro, di quello che è stato definito «l’hub più importante d’Europa».

Una scelta incomprensibile

«L’incomprensibile scelta della Regione Sardegna, tecnicamente immotivata in quanto conforme a tutti gli standard di salute, sicurezza e ambiente previsti dalla normativa attualmente vigente - scrivono i rappresentanti di Confindustria Sardegna meridionale -, scoraggia gli investimenti e si pone in aperta contraddizione con la strategia italiana di assicurare un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche, in particolare attraverso modelli di economia circolare e svantaggia l’Italia rispetto ai principali paesi europei come Francia, Germania e Spagna».

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Una decisione contrastante

Ricordando l’importanza dell’iniziativa e il processo di transizione energetica che si affronta in tutto lo scenario nazionale, i rappresentanti di Confindustria sottolineano che «tale decisione, appare in contrasto anche con la volontà espressa dal Governo italiano di volere assicurare il coordinamento e l’azione amministrativa necessaria per la tempestiva ed efficace realizzazione di investimenti riconosciuti di preminente interesse strategico nazionale, quale appunto quella di un nuovo progetto d’investimento quale quello il recupero del litio a cui anche la stessa Portovesme srl è stata ripetutamente sollecitata per confermare un impegno verso un nuovo sviluppo industriale».

Un’occasione a rischio

All’orizzonte poi il rischio di «perdere la possibilità di realizzare nel nostro Paese il più grande impianto in Europa di raffinazione dei metalli delle batterie - un’iniziativa con investimenti significativi, che costituirebbe un volano economico per il territorio e la Sardegna, oltre ad assicurare il futuro domestico -oggi incerto- nella produzione di veicoli elettrici».Richiamando i rappresentanti delle istituzioni a un’assunzione di responsabilità i responsabili dell’organizzazione degli industriali sottolineano anche la preoccupazione per un eventuale trasferimento del progetto «in un’altra località europea».


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