L’UDIENZA PRELIMINARE A CATANIA

Caso Gregoretti, Salvini: «Rivendico quello che ho fatto, da Conte mi aspetto dica la verità»

L’ex ministro dell’Interno è intervenuto in conferenza stampa al temine dell’udienza preliminare. Il premier sarà sentito a Roma dal Gup Sarpietro. L’avvocato del leghista Bongiorno: video Conte agli atti, governo condivise. L’ex responsabile dei Trasporti: false notizie su mio “non ricordo”

Gregoretti, Toninelli: Salvini scarica responsabilità sue

3' di lettura

A Catania si sono accesi i riflettori sulla seconda udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini per i ritardi nello sbarco da nave Gregoretti di 131 migranti ad Augusta il 31 luglio 2019. Nell'aula bunker del carcere di Bicocca davanti al Gup Nunzio Sarpietro, che li ha convocati come testimoni, sono stati chiamati a deporre gli ex ministri dei Trasporti, Danilo Toninelli, e della Difesa, Elisabetta Trenta.

Salvini, rivendico quello che ho fatto

Presente in aula Salvini, che al temine dell’udienza preliminare ha parlato in conferenza stampa: «Rivendico con orgoglio quello che ho e abbiamo fatto - ha affermato il leader della Lega -: a differenza degli altri non cambio idea sulla base delle convenienze. Per me coerenza e dignità sono due parole che hanno un valore. No come Toninelli: su due ore in aula per un'ora e mezza ha detto che non si ricorda e che comunque non era responsabilità sua. Io mi assumo, con i colleghi che erano con me, totalmente e con orgoglio il successo delle politiche di contrasto all'immigrazione clandestina».

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«Da Conte mi aspetto dica la verità»

Quanto al presidente del Consiglio alla guida dell’esecutivo giallo verde, Salvini ha confidato che «dal premier Conte mi aspetto la verità: dica quello che è accaduto, senza favori».

Bongiorno: video Conte agli atti, governo condivise

Prima di entrare in aula a Bicocca l’avvocato di Salvini, Giulia Bongiorno ha detto che «il video in cui il premier Giuseppe Conte parla del governo e del ruolo dell'esecutivo nella decisione sugli sbarchi in Italia di migranti come idea condivisa è nella memoria difensiva già depositata agli atti del procedimento».

Toninelli, interesse governo per collocamento

«Non ricordo, è passato tanto tempo...», ha risposto l'ex ministro ai Trasporti Toninelli a Bongiorno che gli aveva chiesto se «ricordasse di avere firmato questo divieto di ingresso di transito e sosta che poi viene annullato dal TAR, ricorda? C'è anche la sua firma su su questo episodio, la può riconoscere la sua firma?». Toninelli ha sottolineato che «la linea del Governo era quella di fare interessare gli altri Stati europei al collocamento dei migranti. Ma ogni sbarco era un caso a parte» .

«Salvini uomo forte scarica colpe»

«Per L'assegnazione del porto sicuro a terra c'è un mandato unico al ministro dell'interno che è il responsabile - ha ricordato Toninelli, dopo la sua testimonianza davanti al Gup di Catania -. Stiamo assistendo invece al tentativo di scaricare sul ministero dei Trasporti responsabilità sue». «Un tentativo - ha aggiunto - realizzato dall'uomo che diceva di difendere i confini italiani, che era l'uomo forte al Governo. Sono le leggi nazionali e internazionali che spiegano che l'assistenza in mare spetta al ministero dei trasporti, ma l'assegnazione del porto per lo sbarco è responsabilità unica de ministro dell'Interno.Ho risposto a tutte le domande con chiarezza», ha chiosato Toninelli, che non ha risposto ai quesiti dei giornalisti «perché c'è un procedimento penale in corso».

L’ex ministro dei Trasporti: false notizie su mio “non ricordo”

In una nota fatta circolare al termine della testimonianza resa davanti al Gup di Catania il senatore M5s ha spiegato che su quel “non ricordo” sono state fornite informazioni non corrispondenti a ciò che è effettivamente accaduto. «Stanno circolando versioni gravemente alterate e false della mia deposizione sul caso Gregoretti - si legge nella nota divulgata dall’ex ministro -. Non esiste alcuna mia dichiarazione su una fantomatica firma del decreto relativo alla nave Gregoretti a me attribuibile in quanto, ed è un dato oggettivo, nessun provvedimento di divieto di sbarco è stato mai assunto con riferimento a tale imbarcazione. Ed è ovvio perché si tratta di nave militare dello Stato italiano. Di conseguenza, non esiste alcun mio “non ricordo di aver firmato il decreto” per il semplice fatto che non vi è mai stato un decreto per tale vicenda. Il mio “non ricordo” si riferiva ai decreti di divieto di sbarco per la nave dell'ong Open Arms. Fatti, questi, intorno ai quali ho deposto in termini di verità e trasparenza. Diffido, pertanto, le testate giornalistiche dal continuare la diffusione di una notizia falsa, riservandomi il diritto di querela».

Conte sarà sentito a Roma dal Gup

Il premier Conte sarà sentito il 28 gennaio a Roma dal Gup Sarpietro dopo che il premier si è avvalso del secondo capo dell'articolo 205 del Codice di procedura penale prevedendo che il presidente del Consiglio può chiedere di «essere esaminato nella sede in cui esercitano il loro ufficio, al fine di garantire la continuità e la regolarità della funzione cui sono preposti».


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