al senato

Caso Gregoretti, maggioranza lascia Giunta per protesta

Dopo la decisione di bocciare la richiesta di più documenti sullo stato di salute dei migranti bloccati sulla Gregoretti e di convocare l’ufficio di presidenza sul rinvio del voto, nonostante l'assenza del capogruppo di LeU Pietro Grasso


Gregoretti, la maggioranza chiede il rinvio del voto su Salvini

2' di lettura

Hanno abbandonato la riunione, per protesta, tutti i senatori della maggioranza presenti nella Giunta delle immunità del Senato che stanno discutendo il caso Gregoretti , dopo la decisione di bocciare la richiesta di più documenti sullo stato di salute dei migranti bloccati sulla
Gregoretti per decidere sul caso e di convocare l’ufficio di presidenza domani, sul rinvio del voto, nonostante l'assenza del capogruppo di LeU Pietro Grasso

Martedì ufficio presidenza su rinvio voto
Il presidente della Giunta delle immunità del Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato che l'ufficio di presidenza della Giunta si riunirà martedì alle 19, un'ora prima della Giunta stessa, per dirimere la questione del rinvio del voto sul caso Gregoretti (la richiesta del tribunale dei ministri di Catania di processare l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini per il ritardato sbarco di 131 migranti l'estate scorsa, ndr), come chiesto da una parte della maggioranza. Subito dopo è partita la discussione generale sulla relazione Gasparri che ha proposto di non mandare a processo l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Salvini,io a processo? Tanti saranno con me
«Se rischierò un processo per aver controllato i confini il mio paese ci andrò a testa alta, ma dovranno preparare un Tribunale bello grande, perchè con me ci saranno tanti italiani» ha affermato il leader della
Lega, Matteo Salvini, durante un'iniziativa elettorale nel parmense. In un passaggio del suo intervento, parlando del caso Gregoretti, in tanti tra il pubblico, hanno commentato: «Verremo con te, siamo pronti»

Il braccio di ferro in giunta
Nella Giunta delle immunità del Senato è braccio di ferro non solo sul sì o no all’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini sul caso Gregoretti, ma anche su quando votarla. M5s- Pd e Leu chiedono che il verdetto (previsto al momento il 20 gennaio) slitti di una settimana, superando così lo scoglio delle elezioni regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria. Per il voto finale dell'Aula, invece, la deadline resta metà febbraio. La parola passa ora alla presidente del Senato Elisabetta
Casellati.

Le analogie con il caso Diciotti
In effetti il 20 gennaio è lontano e, prima, ci sono altre due riunioni della Giunta, il 13 e 14 gennaio. Si aprirà allora la discussione sulla proposta
Gasparri, che è in linea con il caso «integralmente sovrapponibile» della Diciotti di un anno fa (anche allora i migranti rimasero per giorni sulla nave militare prima dell'ok a sbarcare). All'epoca Giunta e Aula negarono il processo a Salvini. Per Gasparri, sulla Gregoretti «nessuna presa di posizione contraria è stata assunta all'epoca dei fatti dal presidente del Consiglio Conte».

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