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Caso Gregoretti, Senato dice sì a processo per Salvini. Parola alla Procura di Catania

Salvini ha chiesto ai senatori leghisti di non partecipare al voto, spiegando di voler chiarire la sua posizione in un’aula di tribunale

di Andrea Gagliardi

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(ANSA)

Salvini ha chiesto ai senatori leghisti di non partecipare al voto, spiegando di voler chiarire la sua posizione in un’aula di tribunale


2' di lettura

Matteo Salvini andrà a processo per presunto sequestro di 131 migranti fermi per 4 giorni sulla nave militare Gregoretti, prima di sbarcare ad Augusta il 31 luglio scorso. L’aula del Senato ha accolto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno per il caso Gregoretti, bocciando l’ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d’Italia (76 voti favorevoli, 152 contrari).

Il documento chiedeva di dire no al processo e, quindi, di ribaltare il voto della Giunta delle immunità del 20 gennaio scorso. La Lega, seguendo le indicazioni del suo leader Salvini, non ha partecipato al voto ed è uscita dall’Aula. La votazione era iniziata nel pomeriggio e si è chiusa alle 19.

A votare per l’autorizzazione a procedere sono stati così Pd, M5s, Italia viva, gruppo Misto e due senatori delle Autonomie (Gianclaudio Bressa e Juliane Unterberger). Favorevoli all’odg (quindi contrari a mandare a giudizio l’ex ministro dell’Interno del primo governo Conte) sono stati i senatori di Fi, FdI, due senatori delle Autonomie (Pier Ferdinando Casini e Dieter Steger) e due del Misto (Saverio De Bonis e Carlo Martelli).

La richiesta di Salvini ai leghisti di non partecipare al voto
Per far passare l’odg serviva la maggioranza assoluta dei senatori, cioè 161 contrari al processo. Ma a Palazzo Madama il centrodestra si ferma a 139. Del resto era stato lo stesso Salvini a chiedere ai senatori leghisti di non partecipare al voto, spiegando di voler chiarire la sua posizione in un’aula di tribunale. Una linea comunque diversa da quella imposta in giunta per le autorizzazioni a procedere il 20 gennaio alla vigilia del voto per le regionali in Emilia Romagna: in quell’occasione i leghisti ricevettero l’ordine di votare esplicitamente a favore del processo.

Salvini: affronto aggressione politica
Questa volta la posizione è mutata: meglio non partecipare al voto. «Facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest'aula e facciamo decidere a lui» ha detto il leader della Lega nel suo intervento in Aula. E ha aggiunto: «Sono convinto che alla fine ci sarà un’archiviazione. Chi vota oggi pensando di vincere sarà sconfitto dalla storia». Dopo il voto del Senato che ha dato l’ok al processo, il leader del Carroccio ha poi chiosato: «Lo sapevo. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto E lo rifarò appena tornato al governo». E ancora: «Totale fiducia nella magistratura».

Le prossime tappe
Ora la parola passa al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. E in quella sede si aprirà una fase nuova e non scontata. Il magistrato aveva infatti sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti dell’ex ministro dell'Interno ritenendo che non ci fosse stato alcun sequestro dei 131 migranti a bordo della nave militare Gregoretti bloccata proprio da Salvini per sei giorni. Il tribunale dei ministri ha invece ritenuto che il divieto allo sbarco fosse una violazione penale e ha trasmesso gli atti a palazzo Madama.

Per approfondire:
Detto e contraddetto: Salvini e il caso Gregoretti
Gregoretti, sì della Giunta al processo per Salvini con i voti della Lega. La maggioranza non partecipa

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