ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’inchiesta di Torino

Caso Juventus, bilanci rettificati ma la Procura contesta 170 milioni di plusvalenze

Nella revisione dei conti operata dal cda dimissionario in relazione alle manovre stipendi, nel triennio 2020-2022 il rosso extra per il club bianconero è complessivamente di 5 milioni

di Marco Bellinazzo

Allarme rosso per i conti della Juventus

4' di lettura

La Juventus ha dunque rettificato il bilancio consolidato al 30 giugno 2022 con un deficit di 239,3 milioni (rispetto al rosso di 226,8 milioni dell’esercizio precedente). Nel riallineare i rendiconti relativi al triennio 2020-2022 (e in particolare agli anni 2019/20 e 2020/21 oggetto dei rilievi di Consob e Procura di Milano sulle cosiddetti manovre stipendi), il club bianconero, pur ribadendo la fiducia sul proprio operato, ha rilevato perdite complessive non molto lontane dalle cifre originarie. Infaffi, il rosso accumulato nei bilanci 2020, 2021 e 2022 (pari rispettivamente a 90, 210 e 254 milioni) e quello riportato nei documenti revisionati (93, 226 e 239) differiscono in peggio di appena 5 milioni: 554 contro 559. Ma a quanto ammontano invece le differenze secondo Consob e Procura?

La questione plusvalenze

La Juve non ha ritenuto di rettificare il tiro sul fronte delle plusvalenze. Le conclusioni raggiunte in questi anni dalla giustizia, a ordinaria e federale, da ultimo la scorsa estate proprio su diverse operazioni di calciomercato messe in atto dalla Juve, vanno nella direzione di riconoscere la prevalenza della soggettività nella determinazione del prezzo di trasferimento di un atleta. Una discrezionalità che rende giuridicamente debole la stima di un fair value alla luce del quale giudicare l'equità del prezzo di una compravendita. Per la Procura di Torino invece ci sarebbero nei conti bianconeri del 2019, 2020 e 2021 plusvalenze fittizie per oltre 170 milioni di euro, 156 dei quali relativi a scambi e operazioni incrociate con altri club, In particolare, nel bilancio chiuso al 30 giugno 2019, la Procura della Repubblica ha censurato l’iscrizione di 49 milioni di plusvalenze, nel bilancio 2020, di 78 milioni e in quello successivo di 28 milioni. Oltre a ciò la Procura ha contestato le cessioni di Emre Can al Borussia Dortmund con 14 milioni di surplus e di Simone Muratore all'Atalanta con 3,8 milioni di plusvalenza.

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Il parere della Consob

Secondo la Consob con riferimento alle operazioni Incrociate, la Juve nel 2020 e nel 2021 non avrebbe dovuto iscrivere «il valore di acquisizione concordato con la controparte cedente» bensì «il valore netto contabile del calciatore ceduto, al momento della cessione, adeguato per tener conto delle eventuali disponibilità liquide nette pagate dalla società nel contesto dell’operazione. Per la Consob, nella Delibera 154-ter, nella sostanza, le c.d. operazioni incrociate rappresenterebbero scambi ai sensi dello IAS 38, paragrafo 45, ossia acquisto di un’attività immateriale in cambio di una o più attività non monetarie o di una combinazione di attività monetarie e non monetarie. Per Juventus le Operazioni Incrociate hanno a oggetto giocatori giovani non della prima squadra per i quali le valutazioni dei relativi diritti si basano principalmente sulle aspettative di crescita dei giocatori stessi, e quindi su elementi soggettivi, e quindi variabili come rendono difficile la determinazione del fair value.

Allarme rosso per i conti della Juventus


Manovre stipendi

Il 28 marzo 2020, nella fase iniziale della pandemia da Covid-19, la Juve ha comunicato di aver raggiunto un'intesa con 23 membri della Prima Squadra finalizzato alla riduzione dei compensi per un importo di 85 milioni pari a quattro mensilità. Nello stesso comunicato la società aveva annunciato che, qualora le competizioni sportive della stagione in corso fossero riprese come avvenuto nell’estate successiva, la società e i tesserati avrebbero negoziato in buona fede eventuali integrazioni dei compensi. Così nei mesi di luglio e agosto 2020, la società ha concluso accordi individuali di integrazione degli stipendi per 61 milioni (pari a circa tre mensilità) da erogare per circa 32 milioni nella stagione 2020/2021 e per circa 29 milioni nella stagione 2021/2022. Per la Procura riguardo alla prima manovra del marzo 2020 il bilancio 2020 non recherebbe alla voce “Personale tesserato”, l’importo 62 milioni. Per gli inquirenti con i calciatori sarebbe stato raggiunto un accordo (non reso pubblico) relativo alla rinuncia a una sola mensilità, “con recupero certo e incondizionato di tre mensilità”, quindi subito da inscrivere nei conti. Con riguardo alla seconda manovra la Procura sostiene che il bilancio 2021 non mostrerebbe un costo del personale tesserato per 27 milioni a causa della omessa indicazione dell'intero importo degli accordi di riduzione 2020/2021 (pari circa a 60 milioni), dedotte le integrazioni di circa 32 milioni previste per la stagione 2020/2021 negli accordi della Prima Manovra.

La Consob sugli stipendi

Per l’Autorità di vigilanza sulle società quotate, dalla lettura del documento del 28 marzo 2020 emergerebbe, applicando il “principio della prevalenza della sostanza sulla forma”, che la reale natura dell’accordo tra società e calciatori riguardava l’effettiva riduzione di una sola mensilità stipendiale con pagamento posticipato di tre mensilità, a partire dall’anno successivo. Il pagamento delle tre mensilità sarebbe stato assicurato anche ai calciatori che sarebbero stati trasferiti sotto forma di “incentivo all'esodo”. Perciò anche la Consob ha concluso per la sussistenza di una obbligazione implicita al 30 giugno 2020 che avrebbe richiesto l’iscrizione di maggiori costi e di un debito, o quantomeno di un accantonamento e un fondo rischi, relativamente al personale tesserato nel bilancio al 30 giugno 2020 di Juventus.


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