i test sierologici in lombardia

Caso Lombardia-Diasorin: sotto la lente della procura la commessa dell’11 aprile

La società di test sierologici ha ricevuto dalla centrale acquisti lombarda un affidamento diretto, in via esclusiva, per 500mila test del valore di 2 milioni. Il sospetto della violazione di concorrenza

di Sara Monaci

default onloading pic
(Ipp)

La società di test sierologici ha ricevuto dalla centrale acquisti lombarda un affidamento diretto, in via esclusiva, per 500mila test del valore di 2 milioni. Il sospetto della violazione di concorrenza


2' di lettura

La procura di Milano apre un’inchiesta sull’affidamento diretto da parte del sistema sanitario della Lombardia alla società Diasorin per l’utilizzo dei test sierologici. Si tratta di un’indagine conoscitiva, dopo l’esposto della concorrente Techno Genetics, convinta che non sia stato rispettato il principio di concorrenza e che alla Diasorin sia stato dato un
nel campo della ricerca da parte del Policlinico San Matteo di Pavia.

Gli accordi del 28 marzo e dell’11 aprile

Sotto la lente degli inquirenti ci sarebbe l’accordo preso da Aria, la centrale degli acquisti lombarda, l’11 aprile 2020. La Regione Lombardia, tramite la sua partecipata, ha fatto richiesta di 5mila contenitori di test sierologici, con «confezioni da 100 determinazioni», per un costo unitario di 400 euro. Il valore della commessa è di 2 milioni. Aria si affida a Diasorin per «ampliare» un ordine, «in considerazione dell’offerta allegata (della Diasorin, ndr) e dell’ordine del 28 marzo (di Aria, ndr)» .

Nella stessa comunicazione inviata alla Diasorin viene spiegato che sono necessari «300mila determinazioni nel mese di maggio e 200mila nel mese di giugno».

L’accordo

Diasorin, dopo aver avviato la ricerca con il San Matteo di Pavia, che ha ritenuto l’azienda la più affidabile nel settore, ha messo a punto i test - gli Elisa e i Clia, entrambi con il prelievo di sangue e l’analisi in laboratorio - e li ha venduti al sistema sanitario lombardo prima ancora di avere la certificazione, arrivata il 17 aprile.

La concorrente Techno Genetics ha fatto quindi un esposto in procura, alla Consob e all’Autorità garante della concorrenza, per poi dirigersi al Tar. Quest’ultimo non ha dato la sospensiva (come neppure il Consiglio di Stato), ma, a detta del giudice amministrativo, ci sono approfondimenti da fare su una presunta violazione della concorrenza e dei contratti pubblici, rimandando la decisione ad un organo collegiale (e non monocratico). A breve la decisione.

Siamo solo all’ipotesi di sospensiva, poi in futuro dovrebbe arrivare la decisione vera e propria sul contratto - e tuttavia la giustizia amministrativa arriverà comunque quando il problema sarà superato.

Ora dunque si sono messi al lavoro anche il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e il pm Stefano Civardi.

I 40 concorrenti

Nel frattempo la Regione Lombardia, che ha iniziato i test con Diasorin il 23 aprile, ha aperto tra il 21 e il 24 aprile una manifestazione di interesse proprio per i test sierologici, a cui si sono presentate 40 aziende. Ma ancora non è chiaro se verrà aperta una gara vera e propria o se verranno chiamate anche altre imprese.

La delibera che liberalizza i test (e anche i tamponi)

Intanto la Regione Lombardia ha appena approvato una delibera per liberalizzare i test sierologici nei laboratori privati, a cui ogni singolo cittadino può rivolgersi a proprie spese. Gli stessi laboratori privati potranno anche acquistare i tamponi per completare lo screening di chi risulta positivo ai test, ma dovranno comunque assicurarne l’80% al sistema sanitario pubblico, tenendosi “solo” il 20%. Fatto che in consiglio regionale sta facendo discutere visto che i tamponi - in particolare i reagenti - sarebbero difficili da trovare anche per il sistema pubblico. Il prezzo indicato è di 62,89 euro.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti