rivelazioni dell’espresso

Caso Di Maio e dipendenti in nero: l’azienda sarebbe intestata alla mamma insegnante

Dalla casa abusiva al lavoro nero, tutte le grane di Di Maio senior

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Nuovi sviluppi per l'Ardima, l'impresa edile di famiglia dei Di Maio, al centro delle cronache in questi giorni dopo l'intervista delle “Iene” ad un ex dipendente, Salvatore Pizzo, che ha dichiarato di essere stato assunto in nero da Antonio Di Maio, padre dell'attuale vicepremier Luigi. Secondo un'inchiesta pubblicata on line dall'Espresso, l'Ardima non apparterrebbe in realtà ad Antonio Di Maio (che in base ad una recente visura effettuata dal settimanale non avrebbe né azioni né quote di società) ma alla moglie (e madre del capo politico del M5S) Paolina Esposito. Che per legge, come sottolinea il titolo dell'articolo «non potrebbe ricoprire incarichi privati».

L’incompatibilità tra pubblico impiego e impresa privata
Paolina Esposito è infatti «è un dirigente scolastico, preside dell'Istituto comprensivo Giovanni Bosco di Volla, provincia di Napoli, e fin dal 1980 professoressa in Istituti scolastici di primo e secondo grado del circondario. In particolare dal 2001 al 2015 è stata docente di ruolo al Liceo Imbriani di Pomigliano d'Arco e, nello stesso periodo, è stata titolare dell'azienda di famiglia». E questo, proprio nel periodo in cui la ditta di costruzioni avrebbe impiegato (almeno) un lavoratore in nero. Un problema nel problema, perché, ricorda il settimanale, la legge italiana non permette ad un dipendente pubblico - a meno che non sia espressamente autorizzato - di svolgere attività imprenditoriale e commerci, o di assumere impieghi presso privati e cariche in società con scopo di lucro.

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GUARDA IL VIDEO: Altri tre lavoratori in nero nell'azienda di famiglia di Di Maio

Conseguenze fiscali e previdenziali
Se confermata, la guida dell'Ardima in concomitanza con l'impiego nella Pubblica istruzione (in particolare, come docente di ruolo al Liceo Imbriani di Pomigliano d'Arco) evidenzierebbe per la professoressa Esposito «una violazione delle norme di legge in materia fiscale e contributiva», con sottrazione «di imposte e contributi all'Erario, all'Inps e all'Inail a vantaggio del proprio patrimonio». Insomma, conclude l'Espresso, la docente e madre del ministro «avrebbe violato le norme sulla incompatibilità derivante dal suo ruolo di pubblico dipendente». Di fatto, una nuova ombra, inattesa, sulla conduzione degli affari della famiglia Di Maio.

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