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Caso PopBari non scuote spread e Borsa. Equita: 33mld per salvataggi delle banche

L'indice del settore del credito è ai massimi da settembre 2018 nonostante l'ennesimo gruppo da salvare. Per Equita Sim in 5 anni le ristrutturazioni bancarie hanno assorbito 33 miliardi di euro, 21 dei quali arrivati dallo Stato

di Andrea Fontana

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L'indice del settore del credito è ai massimi da settembre 2018 nonostante l'ennesimo gruppo da salvare. Per Equita Sim in 5 anni le ristrutturazioni bancarie hanno assorbito 33 miliardi di euro, 21 dei quali arrivati dallo Stato


2' di lettura

L'ennesima banca da salvare non scuote la Borsa di Milano e i titoli di Stato italiano. L'indice Ftse Italia Banche sale a un ritmo maggiore rispetto a quello del FTSE MIB e riavvicina i massimi da settembre 2018 toccati già giovedì scorso, mentre i BTp a 10 anni hanno un rendimento dell'1,27% allineato a quello di venerdì così come si mantiene invariato (a -0,08%) il rendimento della scadenza a due anni. Sul Ftse Mib le migliori sono Finecobank e Intesa Sanpaolo mentre fuori dal paniere delle big si mettono in evidenza Ifis, Profilo e Banco di Sardegna.

Carige in pieno aumento di capitale: out i soci storici
Nel week end l'attenzione è stata tutta concentrata sul nuovo intervento di salvataggio bancario dopo che, proprio venerdì, erano arrivati i primi risultati sull'aumento di capitale di Banca Carige : la tranche offerta in opzione agli azionisti attuali è stata sottoscritta per appena il 20% e senza l'apporto dei soci più rilevanti, ma la raccolta (16,8 milioni di euro) dovrebbe comunque permettere al titolo di avere un flottante sufficiente al ritorno in contrattazione. La parte più significativa della ricapitalizzazione, che ammonta a complessivi 700 milioni di euro, sarà sostenuta dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi (sia nella sua componente obbligatoria sia dallo Schema volontario che convertirà oltre 300 milioni di bond) e dalla trentina Cassa Centrale Banca.

Popolare di Bari: 900mln dal Governo, almeno 100 da Fondo banche
Uno schema simile di intervento si renderà necessario sul caso della Popolare di Bari: l'istituto è stato commissariato venerdì e nel week end il Governo ha varato uno stanziamento fino a 900 milioni di euro che consentirà a Mediocredito Centrale, istituto a controllo pubblico, di intervenire sulla banca pugliese insieme al Fondo interbancario di tutela dei depositi. Il consiglio di quest'ultimo, secondo quanto riportato da Radiocor, si riunirà venerdì per esaminare il dossier Bari: entro fine anno dovrebbe essere deliberato un intervento da almeno 100 milioni che, unito a quello del Mediocredito, servirà a risollevare i requisiti patrimoniali dell'istituto. «Le dimensioni di BP Bari sono limitate sia in termini assoluti (340 sportelli, totale attivo 14 miliardi, 8 miliardi di depositi) che relative, anche se all`istituto fa capo il più ampio franchise bancario del sud» sottolineano gli analisti di Equita Sim che invece ipotizzano un intervento da 500 milioni per il Fitd.

In cinque anni 33 mld per ristrutturare il settore
La ristrutturazione del settore bancario italiano - ha calcolato Equita - ha richiesto interventi per complessivi 33 miliardi di euro a partire dal 2015. Circa 21 miliardi sono arrivati dallo Stato, di cui 11 per il salvataggio delle banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e 4 per il Monte dei Paschi di Siena) mentre circa 11 miliardi sono arrivati dallo stesso sistema bancario. Il salvataggio della PopBari quindi, ipotizzando anche un intervento del Fondo interbancario per la tutela dei depositi accanto a quello pubblico, dovrebbe rappresentare circa il 4% della cifra complessiva necessaria negli ultimi cinque anni per ristrutturare l'industria bancaria italiana.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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