L’incontro a osaka

Caso Regeni: Conte rassicura Al Sisi e corregge Fico

Andrà avanti in maniera sempre più stringente la collaborazione tra la magistratura italiana ed egiziana per appurare tutta la verità sul caso Regeni

di Gerardo Pelosi


Regeni, Fico: da Al Sisi solo parole, vogliamo la verità

2' di lettura

Andrà avanti in maniera sempre più stringente la collaborazione tra la magistratura italiana ed egiziana per appurare tutta la verità sul caso Regeni. Ma, nel frattempo, il Governo italiano non deciderà altri passi per fare pressione sulle autorità egiziane, meno che mai proporrà il ritiro del nostro attuale ambasciatore al Cairo Giampaolo Cantini. Così si sarebbe espresso il premier italiano Giuseppe Conte nel faccia a faccia di oggi con il presidente egiziano Al Sisi a margine dei lavori del G20 a Osaka dedicato anche ai temi della collaborazione economia bilaterale, alla crisi libica e alla collaborazione per la lotta al terrorismo.

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Conte corregge le dichiarazioni di Fico
Conte ha così di fatto corretto le dichiarazioni del presidente della Camera Roberto Fico che solo pochi giorni fa aveva posto il caso Regeni in un incontro a Berlino con il presidente del Bundestag, Wolfgang Schauble sostenendo che il ritiro del nostro ambasciatore «è una strada» (poco prima si sarebbe spinto a dire «una buona strada») venendo così incontro alle richieste dei genitori di Giulio Regeni che in una lettera avevano sostenuto la necessità di dichiarare l'Egitto Paese non sicuro richiamando gli ambasciatori europei dal Cairo. Da parte sua il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha assicurato al premier Giuseppe Conte «il sostegno totale» dell'Egitto sul caso Regeni favorendo le rogatorie in corso. Il presidente egiziano ha parlato di una «cooperazione stretta e senza precedenti tra le autorità competenti dei due Paesi per arrivare alla verità».

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Fico: sulla vicenda Regeni siamo meno soli
Soltanto pochi giorni fa il presidente della Camera Fico aveva detto che l’Italia vedrà «cosa fare rispetto al proprio ambasciatore, ma senza dubbio quella del ritiro è una strada». «Per me – aveva aggiunto Fico - l'importante è stato portare la questione dell'Europa, qui a Berlino e da oggi ci sentiamo meno soli perché il presidente del Bundestag ha mostrato una grande sensibilità sia sulla vicenda Regeni, sia, in generale, sulla questione dei diritti umani. Mi attendo che ci siano degli atti specifici e concreti da parte delle Commissioni Esteri della Camera dei
Deputati e del Bundestag». Un primo atto è quello deciso dalle commissioni Esteri della Camera e del Bundestag che porteranno la vicenda di Giulio Regeni all'attenzione della Conferenza interparlamentare sulla Politica estera e di sicurezza
comune e per la sicurezza e difesa che si terrà Helsinki
dal 2 al 4 settembre.

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Salvini: ritiro ambasciatore non risolve la questione
Poco ottimista sulla collaborazione degli egiziani sul caso Regeni si è mostrato il vicepremier, Matteo Salvini. «Ho piena fiducia nel presidente del Consiglio e nel ministro degli Esteri – aveva detto Salvini - ne ho parlato con Al Sisi ma evidentemente in Egitto non hanno tutta questa voglia di far emergere la verità». Quanto alla richiesta dei genitori del giovane ricercatore di ritirare l'ambasciatore aveva detto: «Non me ne occupo io, se servisse lo farei, ma temo che non sia quello a poter risolvere la questione».

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