oggi la sentenza

Caso Rixi, ecco di cosa è accusato il sottosegretario della Lega

di Ivan Cimmarusti

Inchiesta Rixi, Bonafede: non parlo dei processi pendenti


2' di lettura

Una sentenza che in caso di condanna influirà pesantemente sugli equilibri del governo giallo-verde. Perché il processo a carico del sottosegretario leghista Edoardo Rixi - per fatti accaduti tra il 2010 e il 2012, quando era consigliere regionale della Liguria – potrebbe creare una crisi nell’esecutivo, in quanto l’accordo di governo con il M5S prevede le dimissioni per chiunque in caso di una condanna. Rixi, accusato di falso e peculato, risponde per essersi appropriato «illecitamente» di 56mila 317 euro attraverso spese di varia natura fatte ricadere sui conti della Regione Liguria.

Gli oltre 56mila euro
Il sottosegretario, legato a doppio filo al leader della Lega Matteo Salvini, risponde di due capi d’imputazione connessi alle sue spese, oltre che in concorso con Francesco Bruzzone, ex capogruppo consiliare Lega Nord Liguria Padania, e Maurizio Tortorello, anche lui ex capogruppo consiliare leghista. Stando al primo capo d’imputazione Rixi è accusato «perché, nella sua qualità di capogruppo del gruppo consiliare Lega Nord Liguria Padania e in quanto tale pubblico ufficiale, si appropriava della somma complessiva di € 36.162,49 presentando a rendiconto per le annualità 2010, 2011 e 2012, documentazione anche di rilevanza fiscale di acquisti beni o servizi non pertinenti all’attività politica prevista dalla legge regionale 38/1990, attestante il regolare impiego dei fondi pubblici percepiti dalla Regione Liguria». Il secondo capo d’imputazione, invece, fa riferimento a spese per un ammontare di 19mila 855 euro. Tra le spese risultano, per esempio, costi per ristoranti anche giapponesi, pizzerie, bar, birrerie, pasticcerie, stabilimenti balneari, agriturismo, hotel, un rifugio alpino, abbigliamento e altro.

Le accuse in concorso
Di peculato, invece, risponde in concorso con gli allora consiglieri leghisti Francesco Bruzzone e Maurizio Tortorello. In particolare, Rixi avrebbe agevolato Bruzzone affinché riuscisse a intascare la somma di 9mila 441 euro, mentre con Tortorello la somma di 42mila euro. Anche in questi due casi i reati si sarebbero concretizzati «presentando a rendiconto per le annualità 2010, 2011 e 2012, documentazione anche di rilevanza fiscale di acquisti beni o servizi, attestante il regolare impiego dei fondi pubblici percepiti dalla Regione Liguria, per spese non pertinenti all'attività politica prevista dalla legge regionale 38/1990».

La richiesta di condanna della Procura di Genova
Il procuratore aggiunto di Genova, Francesco Pinto, ha chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi per Edoardo Rixi. Chieste le condanne anche per altri 21 tra ex e attuali consiglieri regionali. Rixi ha respinto le accuse ribadendo di «non avere fatto assolutamente nulla». E sottolineando in passato di essere finito sotto inchiesta «tre giorni dopo la mia candidatura alla presidenza della Regione».

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