le nomine a bruxelles: Il Caso Selmayr

Caso-Selmayr: Katainen, Commissione colta di sorpresa. Anche i Socialisti chiedono l’audizione di Juncker

di Giuseppe Chiellino


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Jean-Claude Juncker e Martin Selmayr

3' di lettura

Cresce la tensione a Bruxelles sul caso-Selmayr, ormai ribattezzato “Selmay-gate”. Alla richiesta di un’inchiesta del Parlamento presentata dai Verdi e di una audizione del presidente Jean-Claude Juncker davanti alla sessione plenaria dell’assemblea presentata dal gruppo dei Conservatori e riformisti, oggi è intervenuto il vicepresidente della Commissione stessa, Jyrki Katainen, il quale ha ufficializzato ciò che era già trapelato nei giorni scorsi, e cioè il fatto che i commissari europei non fossero stati avvisati della promozione di Martin Selmayr a segretario generale.

«I commissari sono rimasti tutti sorpresi» ha detto Katainen. «È andata così, quello che posso dire è che nessuno conosceva in anticipo la proposta» ha aggiunto il vicepresidente, precisando che il collegio dei commissari «non sapeva neppure che Alexander Italianer (fino a ieri Segretario generale, ndr.) si sarebbe dimesso e che il suo successore sarebbe stato selezionato o eletto immediatamente. È stata una sorpresa, ma faccio i miei migliori auguri a Martin Selmayr».

Sulla vicenda è intervenuta anche la delegazione francese del gruppo dei deputati Socialisti che in una lettera indirizzata a Juncker (e per conoscenza al presidente, Antonio Tajani) chiede al presidente della commissione di assumersi la responsabilità della nomina di Selmayr con una audizione davanti al Parlamento a cui il capo dell’esecutivo Ue è tenuto a rispondere.

«Il sospetto di conflitto d’interessi, favoritismi e disprezzo delle regole - scrive Christine Revault d’Allonnes-Bonnefoy, presidente dellla delegazione socialista francese - non può in alcun caso offuscare la Commissione europea che deve essere irreprensibile sul rispetto delle regole, visto che ne è la garante». Alla luce della nomina di Selmayr, i deputati francesi chiedono a Juncker di indicare «quanto tempo è trascorso» tra la nomina di Selmayr a segretario generale aggiunto e la successiva “promozione” a segretario generale, e di precisare anche quando tale “calendario” è stato comunicato al collegio dei commissari. Nella lettera si chiede quali sono state le procedure di selezione utilizzate e il calendario per i due posti ricoperti in rapida successione dall’ormai ex capo di gabinetto di Juncker. Inoltre si chiede a Juncker di confermare se è vero che Selmayr ha ricoperto «solo per un giorno» il grado di direttore nel 2014 e se ha mai occupato un posto di direttore generale o Dg aggiunto.

Ecco come è andata

Tutte domande che scaturiscono dalle notizie emerse in questi giorni e parzialmente confermate dal portavoce della Commissione. Come ha raccontato Katainen (ma anche il commissario responsabile delel risorse umane, il tedesco Gunter Oettinger), nella riunione di mercoledì 21 febbraio Juncker ha presentato la nomina di Selmayr a segretatio generale aggiunto. Approvata la nomina, Juncker ha annunciato la decisione del segretario generale in carica, l’olandese Alexander Italianer, di dimettersi. Italianer - presente alla riunione e secondo i racconti che circolano a Bruxelles, «pallido e tremante» - ha dato le dimissioni per liberare il posto di titolare all’ambizioso Selmayr. In tutto nove minuti, secondo Liberation, per un triplo salto che per l’esecutivo Juncker potrebbe però rivelarsi mortale. Per preparlo - e per completare il quadro - il 31 gennaio la segretaria generale aggiunta, la greca Paraskevi Michou, era stata nominata direttore generale liberando il posto per la prima mossa di Selmayr. Tutto ciò perché Selmayr non ha mai maturato il grado di AD15 che nella gerarchia Ue gli avrebbe dato la possibilità di ottenere il posto senza sotterfugi o scorciatoie. Senza bisogno di un piccolo golpe.

In tutto questo, preoccupa ma non stupisce il silenzio degli eurodeputati italiani e del governo in carica, concentrati solo sul voto di domenica prossima.

La vicenda dimostra almeno due cose. La prima è che Juncker è ormai molto vicino al capolinea, se non altro per assenza di lucidità. Altrimenti non si sarebbe prestato a questa operazione orchestrata dal suo capo di gabinetto. La seconda è che Selmayr è davvero un personaggio pericoloso ed è giunto il momento che qualcuno lo fermi, prima che produca danni irreparabili per le istituzioni e per i cittadini europei. E non è detto che a fermarlo non sia proprio la sua smisurata sete di potere.

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