ieri il faccia a faccia con il sottosegretario

Caso Siri, il premier prende tempo. Di Maio: mi fido di Conte

di Vittorio Nuti


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(ANSA)

2' di lettura

Nessun dettaglio sui contenuti e l’esito dell'incontro ma solo la conferma di un faccia a faccia, nella serata di ieri, tra il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario leghista ai Trasporti Armando Siri, finito nella bufera dopo essere stato indagato per corruzione dalla Procura di Roma. Questo, secondo fonti della maggioranza, l'ultimo sviluppo del "caso Siri", che da giorni divide la maggioranza: da un lato il M5S, che esclude l'idea di una «autosospensione» e chiede un passo indietro immediato del senatore, in attesa di chiarire la sua posizione. Dall'altro la Lega, che insiste nella difesa a spada tratta perché «i processi si fanno nei Tribunali e non sui giornali», ma starebbe comunque valutando una exit strategy che non inquini la campagna elettorale delle Europee.

Chiarimento a margine del vertice Italia-Tunisia
Inevitabilmente, gli interrogativi sulla sorte politica del sottosegretario hanno fatto da sfondo al vertice intergovernativo tra italia e Tunisia, che oggi ha visto in trasfertta nel Paese africano sia il vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, arrivato a Tunisi ieri sera tardi direttamente da Varsavia, sia il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, giunto questa mattina sullo stesso aereo del premier Giuseppe Conte. Nelle pieghe della missione in Nordafrica il premier e i due vice potrebbero avere avuto un chiarimento a tre anche in vista del Consiglio dei ministri previsto per questa sera alle 21 (con le "varie ed eventuali" unico punto all'ordine del giorno, sotto cui dovrebbe rientrare la partita delle nomine del direttorio della Banca d'Italia).

Conte: pazientare fino alla fine percorso
Parlando con i giornalisti al fianco del primo ministro della Tunisia, Youssef Chahed, al termine del vertice , Conte ha chiesto ai giornalisti che lo pressavano sul "caso Siri" di «pazientare fino al termine del percorso», dicendosi pronto a convocare una conferenza stampa quando «la decisione sul caso del sottosegretario Siri verrà adottata». Questo, ha spiegato, «è il Governo del cambiamento e della trasparenza e vi assicuro che al termine del percorso, in trasparenza, prenderemo una decisione». «Mi fido del premier Conte», ha dichiarato invece il vicepremier Di Maio, rispondendo così alla richiesta di «pazienza» arrivata dal premier.

Patuanelli (M5S): «Dimissioni Siri sono la strada giusta»
Lo stallo, al momento, rimane. Con i due partiti di Governo fermi sulle rispettive posizione. Quella del Movimento è stata ribadita ancora questa mattina dal capogruppo al Senato Stefano Patuanelli ai microfoni di "Radio Anch'io" (Radio1 Rai). «Ritengo che, a prescindere dalla questione penale e giuridica che è tutta da leggere, vedere e dimostrare e che non spetta alla politica ma al potere giudiziario, io credo che un dato sia certo: il sottosegretario Siri ha fatto presentare quegli emendamenti. Che siano stati approvati o no conta poco. Io credo che debba mettersi da parte per un periodo, chiarire la sua posizione», ha spiegato il capogruppo, confermando che le dimissioni sono « la strada giusta».

I magistrati capitolini accusano Siri di aver promosso l'approvazione di alcuni emendamenti che avrebbe favorito i finanziamenti sull'eolico agli imprenditori Arata e Nicastri (quest'ultimo ritenuto vicino al latitante Messina Denaro) in cambio di una tangente da 30mila euro.

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