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Cassa depositi e prestiti chiama a raccolta azionisti e stakeholder

La spa di Via Goito ha organizzato il primo forum con i soci (Mef e fondazioni bancarie) e i rappresentanti delle società che fanno parte della galassia del gruppo. Il ceo Palermo: «Occorre fare sistema»

di Celestina Dominelli

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La spa di Via Goito ha organizzato il primo forum con i soci (Mef e fondazioni bancarie) e i rappresentanti delle società che fanno parte della galassia del gruppo. Il ceo Palermo: «Occorre fare sistema»


3' di lettura

L’obiettivo è chiaro: fare sistema con le aziende di Cdp superando la frammentazione che, in passato, ha segnato la strategia della spa di Via Goito. Ecco perché ieri i suoi vertici, l’ad Fabrizio Palermo e il presidente Giovanni Gorno Tempini, hanno riunito, per la prima volta nella storia di Cassa, gli azionisti e i principali portatori di interesse per ribadire gli impegni e le sfide di Cdp e rafforzare la capacità di ascolto con i propri stakeholder, a cominciare dalle società della galassia del gruppo.

Gli obiettivi del forum
Un modo, insomma, per puntellare la rotta in una fase in cui, come già accaduto più volte in passato, l’intervento della Cdp viene evocato da molti non senza qualche forzatura rispetto alla sua vera mission (leggi ex Ilva). Tentativi continui di tirarla per la giacchetta che finora il top management ha sempre respinto rimarcando i paletti fissati a livello di statuto come pure il faro di Eurostat  (sempre pronta a riclassificare la spa di via Goito entro il perimetro del debito pubblico laddove ravvisasse il rischio di aiuti di Stato) .

L’incontro è così servito a tratteggiare le mosse future ma anche, vista la presenza di molteplici interlocutori, a far emergere concrete proposte di miglioramento della sua capacità di risposta ai bisogni reali del Paese.

Rivera (Tesoro): la Cdp è patrimonio di tutti
Perché, come ha rammentato il dg del Tesoro Rivera che ha aperto il forum insieme al numero uno dell’Acri Profumo, la Cdp è patrimonio di tutti e, date le sue competenze finanziarie e industriali, è uno strumento di politica economica strutturalmente orientata a lungo termine. Ergo: non un salvagente da utilizzare per risolvere le emergenze, ma un investitore paziente che, ha rilevato Rivera, può svolgere un ruolo cruciale anche nel favorire la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.

Il ragionamento del dg di Via XX Settembre è chiaro: la sostenibilità non va vista come un obbligo o considerata solo sotto un approggio regolatorio, ma è un’opportunità che deve portare governi e imprese a ripensare anche in modo diverso le sfide future.

Profumo (Acri): bisogna dialogare con tutti gli attori coinvolti
Sfide della trasformazione che, secondo il numero uno delle Fondazioni di origine bancaria Francesco Profumo, vanno affrontate con un approccio molto preciso: instaurando un dialogo con i tanti attori coinvolti nei diversi campi e raccogliendo le sollecitazioni utili a individuare percorsi condivisi che possono essere portati avanti avendo sempre come obiettivo principale l’interesse collettivo. Un modello, insomma, di ascolto e di interazione con i territori che le stesse fondazioni adottano e che finora si è dimostrato vincente.

Occorre, quindi, rafforzare i legami con le comunità e le amministrazioni locali, è il messaggio di Profumo che ha poi ribadito l’apprezzamento dei soci di minoranza per la scelta di inserire la sostenibilità tra i pilastri dell’ultimo piano industriale del gruppo.

Palermo (Cdp): la sostenibilità parte integrante del piano industriale
Una direzione, quest’ultima, che anche l’ad Palermo ha voluto evidenziare nel corso del suo intervento ribadendo come sia diventata per Cdp un architrave della sua strategia e del suo piano. Tradotto: la sostenibilità va considerata sotto una logica diversa, in modo sempre più pervasivo, facendo sistema, come detto, con le aziende del gruppo e favorendo l’integrazione. È questo l’aspetto su cui l’ad ha battuto più volte per poi ricordare che anche la valutazione degli investimenti della Cassa viene ormai fatta includendo la sostenibilità tra i requisiti di qualsiasi analisi.

E questo spiega, ha fatto presente Palermo, perché la Cdp sia stata tra i primi a intercettare i flussi finanziari che premiano progetti sostenibili per le scuole, gli ospedali e le strade. Tutti tasselli di quel territorio con cui il dialogo, nelle intenzioni del management di Cassa, deve diventare via via sempre più stretto ed efficace.

Per approfondire:

La Cdp non è un elastico. Occhio a Eurostat

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