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Cassa forense, rigettata la procedura d’urgenza sulla proroga del presidente

Nel ricorso presentato attraverso un procedimento cautelare d’urgenza veniva richiesto di sospendere il presidente dalla sua carica.

di Federica Micardi

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(Adobe Stock)

Nel ricorso presentato attraverso un procedimento cautelare d’urgenza veniva richiesto di sospendere il presidente dalla sua carica.


2' di lettura

Un’ordinanza del tribunale ordinario di Roma sembra limitare i poteri del presidente di Cassa forense Nunzio Luciano che fino alle prossime elezioni, previste nell’aprile 2021, può agire in un regime di “prorogatio”.
I quattro anni di carica sono scaduti ad aprile, ed è stato presentato ricorso attraverso un procedimento cautelare d’urgenza per sospendere il presidente dalla carica. La Cassa ha giustificato il prolungamento della carica per allineare la nomina del presidente alle elezioni del Consiglio di amministrazione previste per l’aprile 2021, in base a quanto sancito dallo Statuto (articoli 6 e 19). Secondo Cassa forense, quindi, il nuovo assetto normativo (la riforma dello Statuto è del 2016 e alcune modifiche aggiuntive sono state introdotte nel 2018) ha determinato, in fase di prima applicazione, effetti di prosecuzione dei mandati precedenti.

Tribunale di Roma, ordinanza 21 agosto 2020

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Secondo il tribunale capitolino - che ha precisato di non essere la sede per disputare sulla legittimità dell’efficacia retroattiva delle norme statutarie la disposta proroga - per superare il vaglio di legittimità la proroga della carica di presidente deve inquadrarsi nell’istituto della prorogatio. L’organo prorogato, si legge nell'ordinanza, può compiere gli atti di ordinaria amministrazione nonché gli atti urgenti, necessitati e costituzionalmente indifferibili. L'ordinanza rigetta il ricorso all’articolo 700 del Codice di procedura civile - procedimento cautelare d’urgenza – presentato dai ricorrenti perché la sospensione dalla carica del presidente contrasta con il principio di continuità imposto dalla necessità di garantire il funzionamento degli organi.Per il presidente di Cassa forense Nunzio Luciano questa pronuncia non avrà effetti particolari sulla sua attività, «il presidente non agisce mai da solo perché le decisioni vengono assunte dal Cda – spiega – e nello svolgimento dei suoi compiti compie solo atti di ordinaria amministrazione visto che la Cassa non è un'azienda e il presidente non è un amministratore delegato».


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