ENTI PREVIDENZIALI

Cassa forense scommette sulla crescita delle Pmi

di Giorgio Costa

3' di lettura

La Cassa forense - che domani tiene a Roma la sua convention per presentare i conti e gli obiettivi da raggiungere - punta sempre più sugli investimenti nell’economia reale e in particolare a sostegno delle piccole e medie imprese. E proprio nell’ambito delle nuove strategie di investimento di un patrimonio che a fine 2016 valeva circa 10,2 miliardi, Cassa forense e il Fondo europeo per gli investimenti (Fei, un’istituzione europea il cui scopo principale è sostenere la creazione, la crescita e lo sviluppo delle piccole e medie imprese e di cui la Banca europea degli investimenti è azionista di maggioranza con il 62%), hanno firmato ieri presso la sede dell’ente di previdenza e assistenza degli avvocati un protocollo di intesa; si tratta di un accordo destinato da una parte a identificare nuovi approcci comuni nel settore degli investimenti equity in Europa, con particolare attenzione al finanziamento delle Pmi e delle Mid-caps attraverso investimenti di fondi e, dall’altra, a discutere, in seminari o tavole rotonde, le questioni relative al finanziamento di Pmi e Mid-Caps in Europa.

Con la firma di ieri, il Fei pone le basi per accompagnare Cassa forense (ma con uno sguardo attento a tutto il mondo Adepp che dispone di un patrimonio non inferiore ai 75 miliardi) in nuovi investimenti nel venture capital e nel private equity la cui entità verrà stabilità successivamente. «Si tratta di un’iniziativa importante – ha spiegato Nunzio Luciano, presidente di Cassa forense – che ci consentirà di rendere ancor più incisive le nostre iniziative. Gli investimenti – ha aggiunto Luciano - consentono da un lato di rendere compatibili gli obiettivi di sostenibilità economica e finanziaria e quelli di sostenibilità sociale, dall’altro di contribuire alla crescita economica del nostro Paese, specie in considerazione del fatto che il nostro tessuto produttivo è costituito in larga parte da piccole e medie imprese». Inoltre, per «poter potenziare la nostra azione in fatto di previdenza e assistenza dei nostri 240mila iscritti – ha concluso Luciano – dobbiamo portare avanti scelte lungimiranti nell’allocazione delle risorse e il Fei ci aiuterà a farlo».

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Del resto, anche per le Casse di previdenza dei professionisti si impone la necessità di uscire dalla logica di investimenti in solo debito pubblico (o mattoni) specie per la bassa redditività, soprattutto delle obbligazioni statali. E parallelamente è sempre più sentita la necessità (e sarà un tema al centro del dibattito che si svilupperà nei due giorni di convention di Cassa forense) di investire nelle infrastrutture e nell’economia reale perché solo se il Paese cresce anche le professioni possono farlo. «In Italia come altrove, l’attuale situazione economico-finanziaria crea nuove sfide per le Casse di previdenza che devono garantire, in un’ottica di lungo e lunghissimo periodo, la sostenibilità delle proprie scelte d’investimento», ha dichiarato Pier Luigi Gilibert, amministratore delegato di Fei. Peraltro, la partnership avviata con il Fei rappresenta per Cassa forense e per tutti i soggetti istituzionali interessati, un reale supporto rivolto a promuovere a livello nazionale le best practice europee. «Crediamo fermamente in questa iniziativa e siamo convinti che il ruolo di apripista di Cassa forense – ha aggiunto Gilibert - possa incentivare molti altri fondi pensione privati in Italia e in Europa nel loro processo di investimento».

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