Confronto con i sindacati

Cassa integrazione, ecco che cosa prevede la riforma Orlando

La bozza della proposta inviata alle parti sociali: tra le novità fondi bilaterali per microimprese, cassa straordinaria anche per Pmi, incentivi a chi assume dalla Cigs

di Giorgio Pogliotti

Ammortizzatori e pensioni, si scalda partita lavoro

3' di lettura

Un nuovo sistema di ammortizzatori sociali per garantire una tutela universale a tutti i lavoratori, con durate differenziate per settori e dimensioni aziendali. La copertura obbligatoria dei Fondi bilaterali è assicurata ai datori di lavoro che occupano da 1 a 5 dipendenti, aumenta l’importo del sostegno per i lavoratori delle Pmi, si estendono gli ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro ad apprendisti e lavoratori a domicilio.

Si introduce un meccanismo di premialità (riduzione della contribuzione addizionale) per i datori di lavoro che non ricorrono ai trattamenti di integrazione salariale per un periodo «significativo».

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La proposta di riforma

Nella nuova proposta di riforma che il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha inviato alle parti sociali viene confermata la cancellazione della cassa in deroga, è prevista l’estensione della cassa integrazione ordinaria alle imprese non coperte da strumenti ordinarie che non aderiscono a fondi di solidarietà bilaterali.

È esteso il trattamento di cassa integrazione straordinaria che può essere chiesta anche per processi di transizione da parte di Pmi con meno di 15 dipendenti, e avrà due nuove causali: per prospettata cessazione d’attività e liquidazione giudiziaria. Il contratto di solidarietà è esteso ai datori che occupano fino a 15 dipendenti (viene abrogato l’assegno di solidarietà).

Sono confermate le gestioni esclusive dei trattamenti di integrazione salariale da parte dei fondi bilaterali esistenti, il Fis continuerà ad erogare prestazioni in via residuale per coprire le aziende non rientranti nella Cigo e nei fondi bilaterali. Non essendoci più la cassa in deroga, un Fondo emergenziale intersettoriale interverrà come assicurazione residuale in caso di emergenza per le sole piccole imprese che aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterali.

Novità anche in tema di indennità di disoccupazione: per la Naspi si allentano i requisiti d’accesso (scomparirà il riferimento alle 30 giornate effettive nell’ultimo anno) e si posticipa il meccamismo di décalage (che taglia mensilmente del 3% l’importo dal 4 mese) con un trattamento di maggior favore per i più anziani. Quanto alla Discoll (indennità per i collaboratori), si innalza la durata massima, garantendo un numero di mesi pari ai mesi di contribuzione versata, e si riconosce la contribuzione figurativa.

Il capitolo sulle politiche attive

La proposta di riforma del ministro Orlando interviene anche in tema di politiche attive, con l’estensione del nuovo strumento Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol) ai lavoratori in Cigs per prospetta cessazione o per accordo di ricollocazione. Non viene tuttavia indicato in cosa consiste Gol, né vi è alcun accenno a meccanismi di condizionalità.

Ai datori di lavoro che assumono lavoratori in Cigs per prospettata cessazione è riconosciuto un incentivo economico e la possibilità di assumerli con contratto di apprendistato professionalizzante, senza limiti d’età. Il Gol è esteso anche ad autonomi che chiudono la partita Iva. Sempre in tema di autonomi si prevedono più tutele in caso di maternità per madri lavoratrici autonome e professioniste, l’equo compenso è esteso a tutti i bandi e selezioni della Pa e ai progetti del Pnrr.

Le altre novità

Tra le altre novità del testo Orlando, ai fondi paritetici interprofessionali vanno incentivi economici se realizzano percorsi formativi. Il contratto d’espansione per imprese di minori dimensioni viene esteso al 2026 e si azzerano i contatori di Cigo e Cigs (manca un riferimento temporale).

Nulla si dice su costi e aliquote per finanziare nuovo sistema, c’è una previsione di «accompagnamento a carico della fiscalità generale» dal 2022 al 2024 per i costi. Sono in corso proiezioni da parte di Mef e Rgs per valutare la sostenibilità della proposta Orlando, che nella versione precedente naufragò proprio sul capitolo “costi”. Resta da capire che risposte incasserà Orlando dalle parti sociali e, in caso affermativo, quanto ciò potrà essergli d’aiuto nel confronto nel governo nell’ambito della legge di Bilancio.

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