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Cassa integrazione, l’allarme dei consulenti del lavoro: «Bene l’intesa con Abi, ma ancora tanta burocrazia per avere i pagamenti entro il 15 aprile»

A causa di procedure e tempi tecnici è impossibile pagare entro il 15 aprile i lavoratori in cassa integrazione per l’emergenza da coronavirus secondo la Fondazione studi dei consulenti del lavoro

di Francesca Barbieri

Reddito di emergenza per colf e lavoratori a termine non rinnovati

A causa di procedure e tempi tecnici è impossibile pagare entro il 15 aprile i lavoratori in cassa integrazione per l’emergenza da coronavirus secondo la Fondazione studi dei consulenti del lavoro


4' di lettura

(articolo aggiornato il 31 marzo)

«Sarà impossibile per milioni di lavoratori italiani ricevere, nei tempi annunciati dal Governo, gli importi maturati per la cassa integrazione».

A lanciare l’allarme è la Fondazione studi dei consulenti del lavoro che sottolinea come ci siano procedure e tempi tecnici che non permetteranno entro il 15 aprile di pagare effettivamente i lavoratori in Cig.

«La procedura ordinaria per la gestione degli ammortizzatori sociali - spiega Rosario De Luca, presidente della Fondazione -, con le regole attuali rende impossibile rispettare il termine del 15 aprile. Senza contare che le Regioni nella maggior parte dei casi devono ancora aprire i canali web per avviare le procedure relative alla cassa integrazione in deroga». Con le regole attuali i primi pagamenti potrebbero arrivare solo a fine maggio.

« Tutto questo a normativa vigente - precisa De Luca -, auspichiamo per questo che vengano adottate delle semplificazioni normative e burocratiche». Un’accelerazione sui tempi, in effetti, potrebbe arrivare grazie all’accordo siglato nella notte del 30 marzo tra governo, parti sociali e Abi che punta a coinvolgere le banche nel pagamento della Cig. In ase all’intesa saranno le banche ad anticipare l’indennità di disoccupazione ai lavoratori in cig attraverso l’apertura di credito in un conto corrente (fino a 1.400 euro). La somma verrà poi rimborsata dall’Inps.

«L'accordo con Abi va certamente nella direzione indicata dai Consulenti del Lavoro - commenta De Luca -. Se le banche non avranno un atteggiamento burocratico e non valuteranno il merito creditizio, l'accordo è una buona soluzione anche se molto densa di aspetti burocratici. Bisogna uscire dalla gestione di norme e regole ordinarie, perché siamo in una situazione straordinaria. Importante è che il sistema bancario reagisca in modo adeguato alla situazione».

Quanti giorni passano dalla domanda al pagamento
Secondo i calcoli della Fondazione studi dei consulenti del lavoro
ipotizzando che l’attività sia stata sospesa il 12marzo per 9 settimane, il 18 marzo il datore di lavoro trasmette telematicamente ai sindacati l'informativa relativa all'attivazione della cassa integrazione/assegno ordinario e si rende disponibile all'esame congiunto.
Questa fase deve esaurirsi entro il 21 marzo 2020. A questo punto il datore di lavoro trasmette all’Inps la domanda di accesso alla prestazione «Covid-19 nazionale» e chiede il pagamento diretto da parte dell'Istituto.
La circolare 47/2020 dell’Inps ha chiarito che alla domanda non deve essere allegato l'esito della consultazione.
Quindi, nel nostro esempio, la domanda è “ufficialmente” inviata il 18 marzo 2020.

L’Inps riceve la domanda presentata dall'azienda, la protocolla e la istruisce, emettendo l'autorizzazione al pagamento diretto.
Entro quanto tempo? Non esiste una tempistica definita. «Al momento - avvertono dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro - non risulta che sia stata autorizzata alcuna pratica su tutto il territorio nazionale»
Il datore di lavoro attende l'esito della domanda trasmessa, consultando la voce “Esiti” della sezione del sito Inps dedicata all'invio delle domande di Cig. Non appena approvata la domanda il datore di lavoro, o il consulente del lavoro, predispone i modelli SR41, da trasmettere telematicamente all'Inps. Deve farlo entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del periodo concesso.
In ogni caso, ai fini del nostro esempio, si ipotizza il 25° giorno successivo alla fine del periodo di paga di marzo 2020 (25 aprile 2020).

Quando l'Inps riceve i modelli SR41 contenenti i dati anagrafici dei dipendenti, l'Iban del conto corrente su cui accreditare le somme e le ore di sospensione/riduzione, procede ad emettere i mandati di pagamento tramite bonifico. Quando lo fa? Anche in quest caso non è prevista una tempistica di legge.

«I tempi di pagamento - sottolineano ancora dalla Fondazione consulenti del lavoro - dipendono dal numero delle domande presentate, dai tempi di emissione dei mandati e da quelli di esecuzione dei bonifici. Visto il numero ingente di domande e di lavoratori interessati, si stimano non meno di 60 giorni».

«Ad aggravare la situazione l'enorme afflusso di richieste per le molteplici prestazioni previste dal dl n.18/2020 (cassa integrazione, indennità autonomi, voucher baby sitter, FIS) - sottolinea il Presidente Rosario De Luca - che hanno di fatto paralizzato il sito web dell'Inps, rendendo praticamente impossibile l'accesso di cittadini e intermediari per la richiesta di Pin e prestazioni».

La cassa integrazione in deroga
Diversa la procedura per la Cig in deroga che si applica a tutte le attività escluse da ogni altro ammortizzatore sociale. Per questa ciambella di salvataggio per i lavoratori la procedura viene decisa dalle Regioni. Ci sono così 21 regolamentazioni diverse che stabiliscono i termini per il pagamento del sussidio. Qui le difficoltà della liquidazione rapida degli importi spettanti ai lavoratori aumentano proprio perché ogni Regione ha tempi, procedure e modalità diverse.

«In questo momento - spiegano dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro - non è stata avviata la procedura in 13 Regioni, dove non si può ancora fare domanda. E in altre 5 manca addirittura l’accordo».

Per approfondire:
Coronavirus, come si accede alla cassa integrazione d'emergenza
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