ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa sanatoria

Cassa ragionieri, al via un piano di recupero crediti con sanzioni light

La Cnpr raccoglie il nulla osta dei ministeri vigilanti di Lavoro ed Economia per il l’«incentivazione alla regolarità contributiva»

di Federica Micardi

(© Sergio Cornioli )

2' di lettura

La Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri (Cnpr) ottiene il nulla osta dei ministeri vigilanti Lavoro ed Economia per il «Piano di incentivazione alla regolarità contributiva». Si tratta della prima volta che i ministeri consentono a un ente di previdenza privato di abbassare sensibilmente le sanzioni e di concedere una rateizzazione di medio termine per favorire la regolarizzazione dei contributi. Il piano, che sarà operativo entro metà maggio, è previsto in una delibera approvata dall’ente ad aprile 2021 e che ha ottenuto il via libera ministeriale.

Obiettivo: agevolare gli iscritti che vogliono sanare debiti riferiti a omissioni contributive, anche parziali, relative al periodo 1992–2020; debiti che ammontano a circa 465 milioni di euro. «I ministeri si sono resi conto che la pandemia ha aggravato una situazione che per alcuni iscritti era già complessa - commenta il presidente della Cnpr Luigi Pagliuca - e chi già era in difficoltà ha visto aggravarsi la propria posizione».

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Le linee guida

La strategia decisa dall’ente si articola su diverse linee di intervento: ridurre sensibilmente le sanzioni attualmente previste (inasprite con il nuovo regolamento); chiedere interessi in linea con i rendimenti che la Cassa ha registrato negli ultimi anni e riconoscere dilazioni temporali tali da non pesare troppo sulle tasche degli iscritti. «Con questa operazione - spiega Pagliuca - vogliamo incentivare gli iscritti a mettersi in regola, allo stesso tempo miriamo a ottimizzare l’attività di recupero, restringendo il numero degli irregolari, e ad aumentare la liquidità dell’ente». Negli ultimi anni la Cnpr ha messo in campo diverse iniziative per recuperare i contributi non versati; nel 2020 ha riscosso 53,7 milioni di euro di cui 40 milioni di crediti pregressi e 13,7 milioni di interessi sanzioni. Una politica che, secondo Pagliuca, ha pesato positivamente presso i ministeri.

8mila iscritti non in regola

Gli iscritti alla Cnpr sono 27.839, tra questi si contano 10.535 pensionati di cui poco meno di 7mila ancora attivi. L’ente stima che gli iscritti non in regola siano circa 8mila, e se la loro posizione non verrà sanata non potranno avere la pensione. Grazie a questo piano la Cassa si aspetta che almeno 3.500 iscritti (o eredi di iscritti) decideranno di mettersi in regola per un importo intorno ai 100 milioni di euro. Il piano di incentivazione prevede una tasso di interesse da applicare sui contributi non versati pari all’1,41% annuo; una sanzione ridotta del 90% e la possibilità di scegliere se versare il dovuto in un’unica soluzione oppure in forma rateizzata. Per importi di valore complessivo (contributi e oneri accessori) non superiore a 20mila euro si chiede un acconto pari almeno al 20% di quanto dovuto e la possibilità di versare la parte rimanente in otto rate trimestrali; sopra i 20mila euro ed entro i 50mila, l’acconto dovrà essere almeno del 15% e sono ammesse fino a 12 rate trimestrali; oltre i 50mila euro l’acconto richiesto è del 10% e si può arrivare a 16 rate trimestrali.

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