banca finnat euramerica

«Cassaforte» vaticana usata come schermo, sequestrati 2,5 milioni al banchiere Nattino

di Ivan Cimmarusti

Giampietro Nattino (Reuters)

3' di lettura

Un'illecita compravendita di titoli della Banca Finnat Euramerica spa, «schermata» attraverso l'Apsa, la cassaforte che amministra il patrimonio della Santa Sede. Con l'accusa di manipolazione del mercato e ostacolo delle funzioni di vigilanza sono finiti nel registro degli indagati il banchiere Giampietro Nattino, cui sono stati sequestrati 2,5 milioni di euro, l'alto dirigente dell'ente ecclesiastico Paolo Mennini e Piero Menichini.

L'indagine
L'indagine è del nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza, coordinata in questi accertamenti dal sostituto procuratore di Roma Stefano Rocco Fava. L'ipotesi è che «clienti laici» abbiano intrattenuto con Apsa conti correnti, compiendo attraverso l'istituto investimenti patrimoniali. Tutto nasce con gli accertamenti del nucleo valutario sul conto corrente «n. 400061552 intrattenuto dall'Apsa presso Unicredit - si legge negli atti - da cui è stato possibile individuare, tra le altre, n. 5 operazioni di bonifico per l'importo complessivo di € 3.750.000,00 disposte a favore di un conto corrispondente a un rapporto di conto corrente in essere presso Banca Finnat ed intestato all'Apsa non emerso dalla consultazione dell'Anagrafe dei rapporti finanziari».

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Speculazione bancaria
È stato monsignor Nunzio Scarano, già coinvolto in presunti illeciti finanziari, a chiarire il ruolo di Nattino nella sospetta speculazione - attraverso Apsa - su titoli della sua stessa banca. «Nattino - è annotato nell'incartamento investigativo - servendosi dello schermo formale del predetto Ente, avrebbe eseguito azioni speculative sul titolo azionario della Banca Finnat Euramerica Spa, società della quale egli è azionista e membro del consiglio d'amministrazione». Scarano racconta che «Nattino aveva un conto all'Apsa (poi chiuso) e un figlio di Mennini (Luigi, ndr) lavorava nella banca da lui diretta (Banca Finnat Euramerica Spa, ndr). [Nattino, ndr] Fece un'operazione di aggiotaggio di cui si parlava nei corridoi e che riguardava titoli della sua banca che subivano oscillazioni e che venivano comprati e venduti, di fatto, sotto mentite spoglie. A quanto ricordo i titoli erano stati fatti artatamente scendere di valore e il Nattino li riacquistò al momento giusto senza apparire e servendosi dello schermo dell'Apsa».

Gli investimenti finanziari di Apsa
Scarano, inoltre, ha raccontato ai magistrati altri particolari, relativi ai presunti investimenti finanziari di Apsa anche per conto di clienti privati. «Il citato prelato, infatti, responsabile pro-tempore della contabilità analitica dell'Apsa–Sezione Straordinaria, nel corso degli interrogatori resi dinanzi all'autorità giudiziaria ha fornito indicazioni in ordine all'operatività corrente dell'Apsa». In sintesi ha detto che «gli investimenti eseguiti dall'Apsa–Sezione Straordinaria si sostanziano principalmente nella negoziazione di titoli e strumenti finanziari in genere (azioni, obbligazioni, titoli, derivati) effettuati attraverso l'accensione di numerosi rapporti bancari presso banche italiane ed estere (...). In contrasto con le norme interne sulla sua operatività, l'Apsa si comporta a tutti gli effetti come “una banca” avendo anche “dei clienti laici…[…]…i clienti esterni erano amici dei vari dirigenti…”, e ponendo in essere, quindi, anche un'attività di vera e propria raccolta ed investimento del risparmio privato». Inoltre, sintetizzano gli inquirenti, Scarano ha detto che «le posizioni riferibili ai “clienti laici” sarebbero contabilizzate all'interno dell'Apsa attraverso l'utilizzo di “conti cifrati” e/o comunque attraverso conti/depositi gestiti in via riservata dai dirigenti dell'Ente vaticano».

La difesa di Nattino
«Con riferimento al sequestro preventivo effettuato dalla Guardia di finanza, con la piena collaborazione delle parti interessate, Giampietro Nattino, nel precisare che si tratta di un provvedimento che lo interessa personalmente e non riguarda Banca Finnat, evidenzia che esso è relativo alle medesime vicende già emerse in passato». È quanto si legge in una dichiarazione dello stesso banchiere. Nattino, infine, «ribadisce la propria totale collaborazione con gli organi preposti, confidando nella rapida e positiva conclusione della vicenda».

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