inaugurazione anno giudiziario

Cassazione: su riforma prescrizione servono correttivi o sarà crisi

Lo ha detto il Primo Presidente della Corte Suprema di cassazione, Giovanni Mammone

Giustizia, Giovanni Salvi eletto dal Csm nuovo pg Cassazione

Lo ha detto il Primo Presidente della Corte Suprema di cassazione, Giovanni Mammone


3' di lettura

A seguito della riforma della prescrizione (stop dopo il primo grado di giudizio dal 1 gennaio) c'è il rischio di un «significativo incremento del carico penale per via del venir meno delle prescrizioni che maturano in appello, circa 20-25mila processi l'anno, (vicino al 50%) che difficilmente potrebbe essere trattato». «Risulta pertanto necessario porre allo studio e attuare le più opportune soluzioni normative strutturali e organizzative tali da scongiurare la prevedibile crisi». Lo ha detto il Primo Presidente della Corte Suprema di cassazione, Giovanni Mammone, nel corso della inaugurazione dell'Anno giudiziario, in corso nell'Aula Magna del Palazzo di giustizia di Piazza Cavour a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Bonafede: su prescrizione in corso confronto serrato
«È noto a tutti che esistono divergenze, soprattutto per quanto concerne il nuovo regime della prescrizione entrato in vigore dal primo gennaio che io considero, personalmente, una conquista di civiltà. Ciò
premesso, è in atto un confronto serrato all'interno della maggioranza per superare le divergenze e consegnare ai cittadini un processo idoneo a rispondere alle loro istanze di giustizia, garantendo tempi certi ed eliminando ogni spazio di impunità» ha replicato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in Cassazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. «Contemporaneamente - ha aggiunto Bonafede - ci stiamo
confrontando su un progetto di riforma ordinamentale della
magistratura che mira a rafforzarne l'autonomia e l'indipendenza
incidendo, da un lato sulla recisione di ogni possibile
commistione con la politica; dall'altro lato sulla necessaria
eliminazione delle cosiddette degenerazioni del correntismo”.

Cassazione 'gravata oltremodo' da ricorsi migranti
Il Primo presidente della Suprema Corte nella sua relazione ha poi evidenziato che per effetto del “decreto legge 17 febbraio 2017 n. 13”, cosiddetta riforma Minniti, «le impugnazioni in materia di protezione internazionale», «prima diluite tra le Corti di appello, sono affluite tutte in Cassazione, gravando oltre modo la corte di legittimità». Mammone ha rilevato che questi ricorsi erano 856 (2,8% dei ricorsi civili) nel 2017, passati a 5221 (14,1%) nel 2018, per lievitare a 10366 (26,7%) nel 2019.

Mammone: procedimenti civili in calo del 4,8%
Mammone ha poi sottolineato che «il numero dei procedimenti civili complessivamente pendenti in tutti gli uffici giudiziari al 30 giugno 2019 era di 3.312.263 unità, inferiore a quello di 3.480.186 del 30 giugno 2018, con una percentuale di riduzione del 4,8%. Questo dato è in costante diminuzione di anno in anno (al 30 giugno 2014 i procedimenti pendenti erano 4.548.834, circa il 27% in più). Nel settore penale nel 2019 «è intervenuta una ulteriore diminuzione del numero delle sopravvenienze, essendosi ridotto del 2,2% il numero dei procedimenti iscritti rispetto all'anno precedente (50.810, rispetto a 51.956), così trovando conferma la tendenza già emersa nel 2018, che aveva registrato una riduzione di oltre l'8% delle sopravvenienze». Inoltre «grazie ai rilevanti investimenti di risorse umane e materiali, sono stati raggiunti risultati soddisfacenti in ambito tributario»

Pg Salvi: effetto criminogeno dei decreti sicurezza
Di effetto criminogeno dei decreti sicurezza ha parlato il Pg della Cassazione Giovanni Salvi. «Se di sicurezza si parla, è bene che
sia valutato l'effetto criminogeno e di insicurezza che discende dalla mancanza di politiche razionali per l'ingresso legale nel Paese e per l'inserimento sociale pieno di coloro che vi si trovano» ha detto Salvi
segnalando anche il «crescere di forme di oppressione che vanno oltre il caporalato» e che sono «una vergogna per il nostro Paese».

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